La Nuova Sardegna

L'intervista

Valeria Marini: non cambierò mai look, io sono un’icona come la Lollo o la Carrà

di Alessandro Pirina
Valeria Marini: non cambierò mai look, io sono un’icona come la Lollo o la Carrà

L’attrice e showgirl si racconta: «Sono fiera di essere sarda Cagliari è la mia città. Ogni volta che arrivo per prima cosa vado al Poetto»

26 aprile 2024
5 MINUTI DI LETTURA





La prima volta che apparve in tv incollò davanti al piccolo schermo oltre 10 milioni di italiani. Bastò una serata per trasformarla da illustre sconosciuta in diva. Da allora è passato qualche lustro, il mondo è cambiato, e anche la televisione, ma lei no. Valeria Marini è la stessa di quella prima puntata del Bagaglino che sancì il suo debutto (e la sua immediata consacrazione). Lo è nel look tutto capelli biondi lustrini e paillettes, nell’entusiasmo, e anche in quel suo modo di fare un po’ naif che fa durare una intervista tre giorni.

Valeria, Wikipedia dice: soubrette, attrice e imprenditrice. Lei come si definisce?
«Io sono una donna di spettacolo. Sì, ho anche svolto attività imprenditoriale ma per prima cosa sono un’attrice, una showgirl, un’artista. Una donna del popolo, insomma (ride)».

Cosa voleva fare da grande?
«Volevo fare spettacolo, recitare. Quello che faccio è il mio sogno, e per vederlo tutto realizzato la strada è ancora lunga».

Nata a Roma, ma poi cresciuta in Sardegna.
«Io sono sarda. Non sono nata a Cagliari, ma ho tutte le caratteristiche del carattere dei sardi e sono fiera di averle: caparbietà, umiltà, lealtà».

Com’era la Cagliari della sua adolescenza?
«Uguale a oggi. Non è cambiata, è una città in cui si vive bene. Meravigliosa, vicina al mare. Se potessi ci tornerei ad abitare».

Un luogo del cuore?
«La villa dei miei nonni in via Quesada. E poi il mare, il Poetto. Quando arrivo a Cagliari la prima cosa che faccio è andare in spiaggia».

Liceo Dettori: è in contatto con qualche ex compagno?
«Ogni tanto incontro Cinzia Marongiu, una giornalista bravissima. Poi i miei parenti. I miei cugini Marco e Andrea Pisano, i figli di zia Elisa e zio Paolo. Ci vediamo soprattutto in estate».

Inizia come modella. Si faceva chiamare Lolly…
«No, Lolly era il nomignolo che mi avevano dato mio padre e mia madre da bambina. Però è vero che ho iniziato come modella. Al primo provino presero me per una campagna pubblicitaria di Ikea: c’erano 300 modelle da tutta Europa. Io facevo quel lavoro per mantenermi. Il mio sogno era fare l’attrice e quando è arrivata l’opportunità di fare teatro con Mario Scaccia ho accettato subito, perché sapevo che mi sarebbe servito».

Teatro, qualche piccolo ruolo al cinema, infine la tv: come arriva al Bagaglino?
«All’inizio non lo volevo fare, perché la tv non mi interessava. Io sognavo il cinema. Ci ho riflettuto un po’, poi ho detto sì. E quel sì mi ha cambiato la vita, mi ha aperto la strada del successo. Io ho ancora tanti obiettivi, ma non smetterò mai di ringraziare Pier Francesco Pingitore che mi ha permesso di salire sul palco con mostri sacri come Leo Gullotta, Oreste Lionello, Pippo Franco, che sono diventati la mia famiglia. Il Bagaglino è uno spettacolo che manca tanto e deve tornare».

I politici facevano a gara a venire da voi: il più alla mano?
«I più forti sicuramente Andreotti, Cossiga e ovviamente Berlusconi. Era incredibile, quando arrivava lui era catalizzante, perché a differenza di tutti gli altri lui aveva un’anima da artista. E quella aiuta sempre».

Ogni sabato su Rai 1 dieci milioni di telespettatori.
«Per tre anni sono stata la donna più fotografata d’Italia, ebbi 700 copertine. Pingitore mi ha dato davvero l’opportunità di realizzare un sogno. Sono riuscita a entrare nel cuore degli italiani e ancora oggi la gente mi ferma per strada, perché noi al pubblico davamo emozioni».

Un successo enorme, ma anche tante critiche: quelle che la ferivano di più?
«Le critiche uno se le deve aspettare. Non ci badavo più di tanto. Ho sempre affrontato tutto con leggerezza, ironia. E poi se una critica la interpreti bene può essere anche costruttiva».

Bigas Luna la vuole in “Bambola”.
«Sono stata io a volerlo, è una delle tante cose che mi sono successe perché le desideravo. Ero la testimonial della Ip e mi chiesero quale regista volessi per lo spot e dissi: Bigas Luna».

Il film fu vietato ai minori di 18 anni: lo rifarebbe?
«Certo, assolutamente. Nessuna esperienza va rinnegata. C’è sempre un lato positivo».

Cinema con Sordi e Saura, teatro con Albertazzi, tv con Baudo: perché tutti volevano lavorare con Valeria Marini?
«Sono io che ho avuto la fortuna di lavorare con dei mostri sacri, sarebbe presuntuoso dire che tutti volevano lavorare con me. Persone uniche che hanno lasciato il segno nello spettacolo e nel cinema. Alberto mi voleva sempre vicina a lui, sono stati tre anni bellissimi: sono stata la donna più premiata d’Italia».

Sabina Guzzanti faceva una sua imitazione irresistibile.
«La adoravo, abbiamo anche fatto un programma assieme. Mi faceva mentre litigavo con la mia immagine, rotolavo per le scale. Divertentissima. E quando ti imitano vuole dire che sei nell’immaginario collettivo».

Il 1997 è l’anno di Sanremo con Mike e Chiambretti e della vittoria dei Jalisse che da allora cercano di tornare al festival. Lei ci ha mai pensato?
«Mi piacerebbe tornare su quel palco magico in un ruolo diverso. Magari come cantante».

Parietti, Prati, Ventura: qual è stata la partner ideale?
«Con Simona c’era una alchimia particolare, abbiamo fatto tante cose di successo. Con Alba anche recentemente mi sono divertita a Tale e quale show. Anche con Pamela mi sono trovata bene, ma se devo dire con chi vorrei tornare a lavorare dico Simona e Alba».

Ha mai pensato a un cambio di look?
«Mi è stato anche suggerito, ma quando diventi un’icona lo cambi solo per un ruolo particolare. Pensiamo a Sophia Loren, la Lollo, Monica Vitti, la Carrà».

Cosa manca alla sua carriera?
«Tante cose. Intanto, voglio tornare in tv con il Bagaglino. E poi al cinema vorrei un ruolo diverso da quello che sono io. Una donna forte tipo Nikita».

Se dovesse esserci un biopic su Valeria Marini da chi vorrebbe essere interpretata?
«Ci sto già lavorando. Fa parte dei lavori in corso insieme alla riapertura del Salone Margherita. Posso aggiungere una cosa?».

Certo.
«Sempre viva la Sardegna e i sardi. Baci stellari».

In Primo Piano
Il dossier

Top 1000, un’isola che si batte e cresce nonostante tutto

di Giovanni Bua
Le nostre iniziative