La Nuova Sardegna

L’appuntamento

Paolo Borzacchiello a Cagliari: «Bisogna innamorarsi di nuovo delle parole»

di Massimo Sechi

	Paolo Borzacchiello 
Paolo Borzacchiello 

L’esperto di intelligenza linguistica al teatro Massimo

07 maggio 2024
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 Paolo Borzacchiello è considerato uno dei maggiori esperti di intelligenza linguistica. A una serie di fortunati romanzi e saggi, tra cui “La Parola Magica”, “Basta dirlo”, “Forse sei già felice e non lo sai”, ha affiancato un’intensa attività teatrale. Ritorna in Sardegna questa sera alle 20,30 al Teatro Massimo di Cagliari con il suo nuovo spettacolo dal titolo “Bada come parli”, inserito all’interno della rassegna Legger_ezza a cura del Cedac. Un’occasione per scoprire qualcosa di più su di sé e sugli altri e più in generale sulle relazioni personali e professionali, provando a rimettersi in gioco e esplorare i territori sconosciuti della mente, perché, come sostiene Borzacchiello, «la conoscenza rende liberi».

Con i social il linguaggio si è impoverito o solo modificato?

«Si è impoverito tantissimo perché i social e le chat ci costringono a parlare sempre di meno, ad essere sempre più veloci nello scrivere, a contrarre le parole, a togliere le virgole, a dimenticarci della punteggiatura, a scrivere frasi che stanno in una riga. Si eliminano le parentesi che in una frase sono fondamentali perché allargano il pensiero. Se impedisci ad un cervello la capacità di pensiero con le parentesi gli togli la capacità di pensare liberamente e di ragionare. Si parla a monosillabe e questo condiziona tantissimo la formulazione di pensiero».

Nei suoi saggi lei afferma che le parole interagiscono anche con il nostro corpo e con la produzione di ormoni?

«Parlando possiamo emozionare positivamente o negativamente, gli altri. Ma soprattutto le nostre parole vanno a stimolare il nostro sistema nervoso e quindi possono farci stare bene o male a seconda di quelle che utilizziamo e quindi creare anche fisicamente delle variazioni nel nostro corpo».

Lei nel suo spettacolo offre anche dei consigli su come essere persuasivi.

«Sì, lo faccio anche in modo molto divertente. Chiaramente cerco di dare qualche regola su come presentarsi bene, sulle frasi da evitare che possono dare un’impressione pessima». Ha utilizzato forme diverse, ad esempio ha scritto un romanzo che conteneva le regole e gli insegnamenti per un linguaggio efficace. «È un po’ la stessa scelta che ho fatto con questo spettacolo: arrivare a tutti. Io sono talmente innamorato delle parole e so talmente bene quando possono fare del male che ho sperimentato tutti i modi migliori per arrivare al maggior numero di persone. So che la manualistica ha un suo pubblico, il romanzo apre le porte ad altri scenari. Quindi ho cercato, anche con il teatro di arrivare proprio dappertutto e a tutti».

Di questi strumenti espressivi qual è il più efficace?

«Per come sono fatto io sicuramente i manuali sono i più pratici ed efficaci, perché il lettore non deve fare fatica, cioè, io ti dico le frasi da evitare e come presentarti e tu poi devi utilizzare questi strumenti».

Per spiegare come si comporta il nostro cervello con il linguaggio usa la metafora della suddivisione in cervello rettiliano, limbico e neocorteccia. Cosa significa?

«Ho studiato il modo in cui noi comunichiamo con noi stessi e come funziona la nostra parte più istintiva, quella legata alle emozioni, quella più razionale e quindi come riusciamo ad avere un dialogo interiore sapendo cosa abbiamo in testa. Siamo noi la chiave di volta per riuscire a parlare meglio».

Nanni Moretti diceva che “le parole sono importanti”, lei dice che possono addirittura cambiarci la vita.

«Qualsiasi cosa dipende dalle parole: leadership, carisma, intelligenza emotiva, tutto passa da loro perché le parole formulano pensieri e tutto parte da lì».

Qual è il primo consiglio che si sente di dare a chi legge i suoi libri o viene ai suoi spettacoli?

«Di innamorarsi delle parole perché con le parole tutto è possibile e sono uno strumento fondamentale per tutte le persone che hanno a che fare con i meccanismi della comunicazione, sia nella professione che nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni sociali».

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