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Archeologi del mare, la scuola di Oristano un polo unico in Italia

di Caterina Cossu
Archeologi del mare, la scuola di Oristano un polo unico in Italia

Pier Giorgio Spanu: «Prepariamo figure di alto profilo. Lavorano per enti e missioni in tutto il mondo»

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È a Oristano l’unica Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici in Italia a offrire un curriculum classico con indirizzo in archeologia subacquea. Un primato nazionale che negli anni ha consolidato la città di Eleonora come polo d’eccellenza per la formazione di professionisti specializzati nello studio e nella tutela dei patrimoni sommersi. E dal 2010 a oggi, sulla quota di 200 diplomati raggiunta proprio nell’ultima sessione di luglio, sono ben 60 gli archeologi del mare e delle acque provenienti da questo percorso unico, promosso dal Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari, in collaborazione con il Consorzio Uno.

«Si tratta di un traguardo importante non solo per il numero consistente, ma anche per l'alto profilo della preparazione di questi professionisti, con i quali manteniamo i contatti anche dopo il diploma e che sappiamo lavorare per realtà istituzionali e di ricerca molto importanti, non solo in Italia, operando proprio in ambito subacqueo – commenta il direttore del Dipartimento Pier Giorgio Spanu, docente di Metodologia della ricerca archeologica subacquea – . Oltre la metà dei nostri iscritti poi non proviene dalla Sardegna, ma dall’Isola gemella Sicilia, così come dalla Spagna e dalla Grecia. Certamente la formazione di partenza è importante, sono professionisti che mettono a disposizione nel mercato competenze che dalla scuola prendono avvio ma che poi si consolidano sul campo. La scuola è importante anche per le occasioni di collaborazione che offre, le convenzioni attivate seguono sempre la logica di dare il più ampio ventaglio possibile di occasioni di studio e approfondimento».

L’indirizzo subacqueo è parte integrante della proposta del curriculum di Archeologia Classica, della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “Nesiotikà – Insulae Maris Nostri et Externi”, che è completata dalla proposta degli altri tre curricula in Archeologia Preistorica e Protostorica, Archeologia Tardo-Antica e Medievale, e Archeologia Orientale. «La sede della scuola è stata pensata proprio a Oristano per la naturale vocazione territoriale della provincia, strettamente legata al mare e alla ricchezza archeologica dei fondali» – , spiega ancora il direttore Spanu . La scuola, che è stata preceduta dalla proposta di percorso di laurea triennale in Archeologia Subacquea attivata a Oristano dal 2004 al 2009 e che ha completato due cicli di istruzione con ben oltre 50 laureati triennali, è poi confluita appunto nel percorso di Alta Formazione ed è nata con l’obiettivo di formare figure altamente qualificate nella tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio archeologico, con particolare attenzione alle isole del Mediterraneo e dell’Atlantico.

Alla formazione biennale si accede con una laurea in Archeologia, si fa un colloquio per titoli ed esami, e la frequenza è poi obbligatoria. Le attività didattiche sono suddivise in moduli intensivi, prevedono il conseguimento di 120 crediti formativi universitari distribuiti tra lezioni frontali, laboratori, stage di scavo e ricognizione, attività museali e tirocini gestionali. Il percorso si conclude con la discussione della tesi di specializzazione. Quaranta i posti disponibili anche nel prossimo anno accademico, e quest'anno, i termini per presentare domanda alla prova di selezione scadono il 28 ottobre. Prova prevista a Oristano il 6 novembre 2025.

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