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Fondali da salvare con la riforestazione della posidonia

Fondali da salvare con la riforestazione della posidonia

Da aprile ne sono stati piantumati 250 metri quadri in aree danneggiate dalle attività nautiche

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Lo scorso marzo per l’Area marina di Capo Testa ha significato l’avvio di un importante progetto: Artemis. La fondazione Medsea ideatrice del programma ha infatti scelto l’Amp diretta da Yuri Donno per promuovere il recupero e la protezione delle praterie di posidonia insieme ad altri tre siti nel mar Mediterraneo. Le attività di riforestazione, al largo della costa di Santa Teresa Gallura, sono ufficialmente iniziate lo scorso aprile e da allora ne sono stati già piantumati 250 metri quadrati, che in talee si traduce in oltre 2mila frammenti di questa preziosa pianta acquatica. Le aree del fondale marino oggetto della riforestazione sono state scelte perché particolarmente intaccate dall’impatto antropico legato soprattutto all’attività nautica.

«Gli ultimi 50 metri quadrati – spiega il direttore dell’Amp Yuri Donno – sono stati messi a dimora proprio in questi giorni». Nonostante le difficoltà legate alla stagione estiva e la necessità di aumentare i controlli sugli ancoraggi selvaggi o dare indicazioni sulle norme di comportamento da seguire, infatti, le attività del progetto Artemis non si fermano. «Ora siamo in una fase di monitoraggio – continua – che ci permetterà di capire se la Posidonia ha effettivamente attecchito e in che percentuale reagisce al trapianto». La messa a dimora, infatti, è avvenuta attraverso l’uso di paletti che, assicurando la talea al fondale, le dovrebbero aver consentito di mettere radici. Ora è appunto il momento di capirne l’efficacia. L’obiettivo di Medsea e dell’area marina protetta è, rimanendo in linea con le indicazioni della comunità europea, quello di garantire la protezione assoluta dell’habitat.

«Per questo – continua il direttore – non ci mettiamo limiti quantitativi. Tutto quello che Medsea ci permetterà di mettere a dimora lo metteremo». La Posidonia, infatti, rappresenta uno degli ecosistemi più preziosi del mar Mediterraneo in quanto, oltre ad essere una grande produttrice di ossigeno, è un importante deposito di carbonio blu, cioè del surplus di anidride carbonica responsabile del cambiamento climatico. Ma è anche indispensabile per la biodiversità marina e la difesa delle coste. I prossimi appuntamenti relativi al progetto Artemis consisteranno anche in attività di sensibilizzazione e di incontro.

«A settembre – spiega Donno – ci saranno degli appuntamenti di educazione ambientale nelle scuole, mentre a febbraio del prossimo anno a Santa Teresa porteremo avanti le attività di sensibilizzazione sulla Posidonia insieme a Maiorca, Minorca, Creta e Monfalcone, gli altri siti coinvolti nel progetto». Si tratterà di giornate intense e piene di spunti, cruciali per dirigere al meglio tutti gli sforzi e garantire il ripristino delle fanerogame marine, proprio com’è avvenuto a Creta lo scorso marzo durante il primo incontro. L’obiettivo è allargare la scala di queste attività e di integrarle nelle politiche finanziarie pubbliche e private. (c.b.)

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