La Nuova Sardegna

Musica

Quando Salmo cambiò il rap in Italia: dieci anni fa usciva “Hellvisback”

di Paolo Ardovino
Quando Salmo cambiò il rap in Italia: dieci anni fa usciva “Hellvisback”

Nel 2016 l’artista di Olbia pubblicava l’album di “1984”, tra gli ospiti Travis Barker

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Nel 2016 le classifiche musicali in Italia ancora non venivano cannibalizzate dalla trap. A fine anno i dischi più venduti tra streaming e fisici erano quelli di Mina e Celentano, Vasco, Ligabue, Tiziano Ferro. Uscivano dischi fatti per restare: “La fine dei vent’anni” di Motta, “Aurora” dei Cani. Marracash e Guè insieme davano vita a un album culto, “Santeria”. Ma, almeno nel rap, il disco del 2016 per vendite e critica è “Hellvisback”.

Pubblicato il 5 febbraio 2016, compie dieci anni e ancora oggi è l’album più importante nella discografia di Salmo. Qui il rapper olbiese alza l’asticella, crea qualcosa di diverso da tutto: per ispirazione, per immaginario, per rime e per suono. Ci sono dei lavori che diventano un solco che viene percorso da chi succede; “Persona” di Marracash per esempio, nel 2019, ha dato al rap la misura cantautorale del lirismo e dell’impegno. Ecco, “Hellvisback” è stato un punto di svolta per il rap italiano dal punto di vista dell’attitudine: rap suonato.

Salmo nel disco si circonda di musicisti, il suono che percorre le tredici tracce sa di polvere e amplificatori. Niente feat con rapper, alla batteria ospita una leggenda vivente: Travis Barker dei Blink-182. Da questo momento in molti seguiranno a ruota Salmo, portando nei tour una band sul palco al posto del solo dj dietro alla consolle. Apre un nuovo spiraglio, l’artista di Olbia, e lo fa con un lavoro che è un elogio alla creatività.

Il concept di fondo è la catabasi di Salmo che per sconfiggere Satana all’inferno si fonde con Elvis e dà vita al supereroe “Hellvisback”. Crasi tra “Hell” e “Elvis is back”. Nella prima versione uscì anche un fumetto ora introvabile (un’operazione, quella disco più graphic novel, proposta ora da Caparezza con “Orbit orbit”). L’album propone la terza via al rap italiano che da un lato si crogiolava nel boom bap e dall’altra iniziava a scoprire la trap di Dark Polo gang, Sfera e Ghali. Salmo fa scuola con i suoi videoclip, curati come dei cortometraggi, vedasi quello del singolo “1984” – una delle canzoni più riuscite dell’intera discografia –, “Il messia”, il doppio “Giuda/Io sono qui”, “7 am”.

I brani sono vincenti per la struttura, con melodie e ritmo che cambiano da prima a seconda strofa e parti strumentali (la traccia omonima è rock ’n’ roll che esce dalla chitarra dell’olbiese Marco Azara). Qui Salmo conquista il pubblico del settore e si fa apprezzare anche da ascoltatori lontani dall’hip-hop. È l’album dove inventa l’eteronimo Mr. Thunder e dove, nella versione deluxe, lancia Rose Villain (che canta in inglese) con “Don Medellin”.

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