La Nuova Sardegna

Il personaggio

Dal Superbowl alla furia di Trump, tutto quello che c’è da sapere sul fenomeno Bad Bunny

Dal Superbowl alla furia di Trump, tutto quello che c’è da sapere sul fenomeno Bad Bunny

Il cantate portoricano è diventato il simbolo della resistenza alla politica anti-immigrati degli Stati Uniti

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Dopo aver fatto la storia dei Grammy come primo artista a ottenere nel 2026 il premio per l'album dell'anno con un disco interamente in lingua spagnola, il cantante di origini portoricane Bud Bunny, nome d'arte di Benito Antonio Martínez Ocasio, è stato il protagonista assoluto dell'halftime show del Super Bowl 2026, al Levi’s Stadium di Santa Clara in California. E non solo per motivi artistici e musicali. L'esibizione ha scatenato i commenti al vetriolo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che su Truth l’ha definita «una dei peggiori di sempre! Non ha senso, è un affronto alla grandezza dell'America e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza». Eppure, quello di Bunny era un inno alla fratellanza. Per tutta la durata dello show, a fare da sfondo all’esibizione un cartello recitava “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”.

Il messaggio

E sul finire dei quindici minuti, sventolando la bandiera di Porto Rico, il cantate ha pronunciato «God bless America», “Dio benedica l’America”, ma ha elencato i nomi di stati come Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador, Brasile, Colombia, Venezuela e Cuba, sottolineando che l’America non sono solo gli Stati Uniti, ma ci sono altre persone di origine e cultura diversa, da rispettare e accogliere.

«Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio», ha scritto Trump, ma il messaggio dell’artista è arrivato forte e chiaro.  

Il cantante, che ha ospitato Lady Gaga e Ricky Martin – quest’ultimo portoricano come lui –  ha omaggiato la musica caraibica citando, tra le altre, Gasolina di Daddy Yankee, ma ha costruito tutta l’esibizione sull’album Debí tirar más fotos, che, oltre a raccontare della nostalgia degli immigrati costretti a lasciare il loro paese, le sue origini e Porto Rico, illustra anche la sua evoluzione come artista che da tematiche molto più leggere come è passato a raccontare l’esodo dei latinoamericani dai propri paesi, diventando un simbolo della resistenza degli immigrati negli Stati Uniti contro la politica anti-immigrazione voluta dell’amministrazione Trump.

Bad Bunny, sul tema della fratellanza, della non violenza e dell'unione, si era già espresso qualche giorno fa sul palco dei Grammy, quando aveva detto – «Ice out». E ancora, «Se combattiamo, dobbiamo farlo con l’amore».

La carriera

Da bambino faceva il corista e durante l'adolescenza ha iniziato a creare le sue prime basi musicali al computer. Nel 2013, attraverso la piattaforma SoundCloud, la prima pubblicazione di brani originali, ma nel 2015 era ancora un commesso nei supermercati. Poi la telefonata di una casa discografica e da lì una carriera fulminea. Il suo primo singolo, Soy Peor, gli è valso collaborazioni con artisti come Will Smith Jennifer Lopez. Al terzo disco, El último tour del mundo, è uno tra gli artisti più ascoltati al mondo e conquista il suo primo Grammy e il Latin Grammy. Nel 2022 Un Verano Sin Ti conquista cinque dischi di platino. 

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