Il Governo gli concede il vitalizio senza avvisarlo, Elio Pecora: «Non sapevo niente ma sono felice»
Il riconoscimento al poeta 90enne che scopre la notizia da una telefonata
Dai poeti laureati ai poeti con il vitalizio in tasca, senza saperlo. Il caso è tragicomico: il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni, ha deliberato la concessione di un assegno straordinario vitalizio, ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 440 (legge Bacchelli), in favore di Elio Pecora, uno dei principali poeti contemporanei. A questo punto l’autore viene raggiunto al telefono dall’Ansa, la giornalista si congratula e chiede un commento e Pecora dall’altra parte del telefono rimane di sasso: «Non ne sapevo nulla, lo apprendo grazie a questa telefonata. Ne sono contento».
Nel tran tran dei corridoi romani, nessuno aveva pensato di inviare una pec, o una normale mail, o al massimo fare una telefonata, al diretto interessato. Elio Pecora, prossimo ai 90 anni, ha ricevuto il vitalizio secondo la legge che riserva un fondo speciale per il conferimento di un sostegno economico verso cittadini illustri. Sicuramente il caso del poeta di Sant’Arsenio, dalla produzione letteraria sconfinata, tra i maggiori esponenti della scrittura in versi del nostro Paese.
«Non ho mai avuto nulla, finora, dallo Stato, non ho mai pensato di chiedere qualcosa – ha raccontato all’Ansa –. So che c'erano stati dei rallentamenti nella pratica lo scorso anno, per una piccola proprietà immobiliare, senza grande valore, nel paese in cui sono nato. Dunque, mi fa piacere che siano stati superati gli ostacoli. Nessuno mi aveva avvisato, ne sono molto contento». (paolo ardovino)
