“Le due isole” star in Riviera: in tavola a Sanremo la tradizione sarda e siciliana
A ideare il progetto 11 anni fa un sardo di San Nicolò Gerrei e la siciliana Francesca Ventura
A cinque minuti dal centro di Sanremo c’è un luogo dove la febbre da kermesse si placa, ma il palco resta, ed è una griglia formato extra large a vista. Si chiama Le due isole e in zona è l’unico ristorante che propone la cucina sarda accanto a quella siciliana. Il progetto nasce undici anni fa dalla volontà di un sardo, originario di San Nicolò Gerrei, e di una siciliana doc, Francesca Ventura: mettere letteralmente “in tavola” le loro isole. Oggi il ristorante è una realtà familiare: mamma Antonella in cucina, papà Carmelo alla griglia, Francesca è la direttrice d’orchestra anche in sala.
E proprio la brace è il cuore del locale. Qui il porcetto cuoce lentamente davanti agli occhi dei clienti, sprigionando i suoi profumi. «Ce lo chiedono tantissimo, anche su prenotazione», racconta Francesca. E non solo i liguri: «Tanti sardi di passaggio o in vacanza vengono apposta a cercare un sapore che li riporti a casa» . Accanto al porcetto, la Sardegna si racconta con malloreddus, culurgiones, fregola ai frutti di mare e l’immancabile seada. La Sicilia risponde alla sfida a tavola, tra gli altri, con dei classici: pasta alla Norma, cassata e cannoli freschi farciti al momento con cioccolato o pistacchio di Bronte, quest’ultimo in testa alle preferenze. «Il cannolo vince sulle seadas – ci svela Francesca – perché più trasversale, da “applauso facile”. La seada è per intenditori». Ma Le due isole è anche una braceria contemporanea: carni frollate, stagionatore dry age interno, tagli importanti come Wagyu e rubia gallega. Tradizione isolana e ricerca convivono senza sforzo, in un equilibrio che racconta l’identità del locale: radici forti e sguardo aperto.
Durante la settimana sanremese la città diventa “caotica”, dice Francesca e il ristorante lavora molto con i professionisti della Rai - direttori di palco, tecnici, addetti ai lavori - più che con gli artisti in gara, che restano in centro nel perimetro dell’Ariston. Ma il Festival, in qualche modo, entra comunque tra i tavoli de “Le due isole”: Francesca Ventura non è solo ristoratrice, è anche cantante. Proprio in questi giorni salirà su un palco collegato agli eventi collaterali del Festival per esibirsi in diretta nazionale. Il suo repertorio è musica leggera, con una passione dichiarata per Anna Tatangelo. Da queste parti succede anche questo… perché Sanremo è Sanremo.
L’intervista scivola nel gioco: Francesca si presta a una classifica gastronomica in perfetto stile Ariston. Ecco il podio da kermesse dei piatti, abbinato alle canzoni. Sul gradino più basso sale la seada. Francesca ci pensa un attimo, poi accetta la sfida dell’abbinamento musicale: “Gelato al cioccolato” di Pupo. Il parallelo funziona perché è istintivo: dolce, ma con quella nota che spiazza. Proprio come la seada, che sotto il dolce del miele nasconde il carattere sapido e acidulo del formaggio. Al secondo posto c’è la Sicilia con la pasta alla Norma. La richiesta è chiara: serve una hit sanremese. La risposta, invece, è volutamente laterale. «L’Inno di Mameli», rilancia Francesca. «Un omaggio allo Stato e al suo sistema di regole e Norme», sorride. Vincitore indiscusso del Festival di Sanremo gastronomico 2026 il maialetto sardo. Una vittoria a mani basse perché è il più gettonato. E a questo piatto Francesca non può che abbinare la hit di Annalisa, vincitrice morale della kermesse 2024 , “Sinceramente”, proprio come lui, sua maestà il porcetto: schietto e autentico. Irresistibile.

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