Dal sequestro al grande schermo: il caso Vinci all’Alkestis
Venerdì 20 e sabato 21 marzo due proiezioni-evento con Stefano Odoardi e Giuseppe Vinci, tra racconto cinematografico e testimonianza diretta di una delle pagine più dure degli anni Novanta
Cagliari Ci sono storie che il tempo non riesce a cancellare. Restano sospese tra memoria privata e coscienza collettiva, in attesa di trovare una voce capace di restituirle al presente. È da questo spazio che nasce “Storia di un riscatto”, il film di Stefano Odoardi che approda al Cinema Alkestis di Cagliari in due appuntamenti speciali: venerdì 20 marzo alle 20.20 e sabato 21 marzo alle 18.30.
Non sarà una semplice proiezione. In sala, accanto al regista, ci sarà Giuseppe Vinci, l’uomo che quella storia l’ha vissuta davvero, sopravvivendo a 310 giorni di prigionia in uno dei sequestri più lunghi dell’Anonima Sequestri negli anni Novanta.
Il film riporta lo spettatore in un’Italia non troppo lontana, segnata da una stagione in cui i sequestri di persona rappresentavano una ferita aperta, soprattutto in Sardegna. Giuseppe Vinci, giovane erede di una famiglia alla guida di una catena di supermercati diffusa sull’isola, viene rapito e tenuto prigioniero per mesi.
La narrazione segue il lento scorrere del tempo della prigionia, ma anche quello, altrettanto logorante, dell’attesa dei familiari. Al centro c’è la figura del padre, Lucio Vinci, disposto a tutto pur di riportare a casa il figlio, anche quando lo Stato impone il blocco dei beni nel tentativo di contrastare il fenomeno dei sequestri.
Odoardi costruisce il racconto muovendosi tra fedeltà ai fatti e sguardo critico. Emergono le contraddizioni di una stagione complessa: mentre le istituzioni cercavano di impedire il pagamento dei riscatti, le famiglie si trovavano sole ad affrontare decisioni impossibili.
Tra gli elementi più controversi — così come raccontati nel film — c’è l’obbligo fiscale sul riscatto pagato: oltre 4 miliardi e 250 milioni di lire. Un peso economico che, secondo questa ricostruzione, contribuì alla fine dell’attività imprenditoriale della famiglia Vinci.
Su questi aspetti, è bene ricordarlo, il dibattito tra studiosi e osservatori resta articolato: le politiche anti-sequestro adottate dallo Stato italiano negli anni ’90 sono state oggetto di valutazioni diverse, tra chi ne sottolinea la necessità e chi ne evidenzia le conseguenze umane ed economiche.
