Caterina Caselli compie 80 anni: dalla voce di “Nessuno mi può giudicare” alla scoperta dei grandi talenti
Dagli esordi negli anni Sessanta al successo, fino alla svolta dietro le quinte come produttrice e talent scout: una vita tra successi, scelte controcorrente e nuove generazioni di artisti
Roma Caterina Caselli compie 80 anni oggi, venerdì 10 aprile. Figura centrale della musica italiana, la Caselli è stata capace di attraversare epoche e ruoli diversi mantenendo sempre uno sguardo rivolto al futuro. Nata a Modena il 10 aprile 1946, cresciuta a Magreta, ha iniziato il suo percorso artistico nei primi anni Sessanta, dopo un’adolescenza segnata anche da un grave lutto familiare.
I primi passi arrivano nei complessi musicali e con la partecipazione al Festival di Castrocaro nel 1963. Notata dal discografico Alberto Carisch, incide i primi brani e si affaccia al panorama nazionale, ma è il 1966 a segnare la svolta. Al Festival di Sanremo porta “Nessuno mi può giudicare”, inizialmente destinata a Adriano Celentano, e conquista pubblico e classifiche: il brano resta al vertice per settimane e diventa uno dei simboli della musica italiana.
Da quel momento la carriera decolla rapidamente. Nello stesso anno trionfa al Festivalbar con “Perdono” e consolida la sua immagine iconica, anche grazie al celebre caschetto biondo ideato dal parrucchiere Bruno Vergottini. Brani come “Insieme a te non ci sto più”, scritto da Paolo Conte, la consacrano tra le protagoniste del pop italiano.
Nel 1970 sposa Piero Sugar, con cui condividerà vita e lavoro per oltre cinquant’anni. Dopo la nascita del figlio Filippo, progressivamente si allontana dalle scene, fino al ritiro nel 1975. Una scelta controcorrente che segna l’inizio di una seconda carriera, altrettanto rilevante.
Come produttrice e talent scout, fonda prima l’etichetta Ascolto e successivamente entra nel management della Sugar Music, contribuendo alla crescita di numerosi artisti. Nel corso degli anni scopre e sostiene, tra gli altri, Andrea Bocelli, Elisa, Negramaro, Malika Ayane e Lucio Corsi, affermandosi come una delle figure più influenti dell’industria musicale.
Il legame con il Festival di Sanremo resta costante: nel 2026 ha ricevuto il premio alla carriera, a sessant’anni dal debutto che ne ha segnato la consacrazione. Nel corso del tempo non sono mancate apparizioni sul palco, come nel 2012 al Concerto per l’Emilia, quando è tornata a eseguire uno dei suoi brani più celebri.
La sua storia, raccontata anche nel documentario “Caterina Caselli – Una vita, 100 vite” del 2021, è fatta di successi ma anche di momenti difficili, tra lutti personali e la malattia affrontata negli ultimi anni. Accanto a lei, fino alla scomparsa nel 2022, il marito Piero Sugar.
Oggi, a ottant’anni, il suo impegno resta rivolto alla musica e agli artisti del presente e del futuro, con un’attenzione particolare alla coerenza e all’identità espressiva. Una carriera divisa tra palco e produzione che ha lasciato un segno profondo nella canzone italiana.
