La Nuova Sardegna

L'intervista

Rosanna Fratello: «Vanoni era spietata, Gaber un maestro. Errori? Dissi no a Coppola per il Padrino»

di Alessandro Pirina
Rosanna Fratello: «Vanoni era spietata, Gaber un maestro. Errori? Dissi no a Coppola per il Padrino»

La cantante pugliese si racconta: «Ero giovane e Ornella era gelosa di me. Il cinema mi aveva adocchiata ma io preferivo cantare»

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I suoi grandi successi risalgono a qualche lustro fa, quando era una delle regine di Sanremo e soprattutto di Canzonissima, dove spopolò con l’evergreen “Sono una donna non sono una santa”. Ma ora, a 75 anni, Rosanna Fratello è pronta a tornare in pista affidandosi al suo amico di sempre, Cristiano Malgioglio. Un sodalizio che negli anni ha mietuto hit e anche qualche clamore.

Rosanna, il suo sogno da bambina?
«I sogni dei bambini restano sempre tali, poi se ne avverano altri. Ma io amavo già la canzone. Ascoltavo Mina, Iva Zanicchi, Modugno. E poi Aretha Franklin, Barbra Streisand. Mettevo la radio a tutto volume e i vicini venivano a protestare...».

Il suo primo palcoscenico?
«Da sconosciuta ho fatto tanti concorsi. Il più importante fu Reginetta della canzone. Presentava Pippo Baudo e su 100 ragazze vinsi io. Poi, quando mi sono fatta conoscere, il primo palco importante è stato Sanremo».

Il suo primo festival, nel 1969, fu quasi a sorpresa.
«Non dovevo partecipare. Quando vinsi il concorso di Reginetta venni scritturata dalla Ariston, che per me aveva un programma preciso. A un certo punto Anna Identici ebbe una problematica in famiglia e rinunciò al festival. Allora Alfredo Rossi decise di mandare me. Ai tempi erano le case discografiche a scegliere chi portare al festival, non i patron come oggi».

Andò a Sanremo anche l’anno dopo e in qualche modo conquistò Mina.
«Ero in gara insieme ai Domodossola, di cui lei era la discografica. Il primo giorno mi mandò un enorme mazzo di rose. Non ci potevo credere: ero stata omaggiata dalla più grande».

Tra voi cantanti donne c’era molta rivalità?
«Forse le rivalità sono arrivate dopo. Ai tempi ognuna faceva il suo. Non c’era il tempo di frequentarci. Ci vedevamo a Canzonissima o Sanremo, poi ognuna a casa propria. Io non ho avuto grandi amicizie tra le colleghe, se non Wilma Goich, perché negli anni ’90 facemmo Domenica in con Mara Venier».

Con Ornella Vanoni, invece, furono alti e soprattutto bassi.
«Ornella era una grandissima artista, ma aveva un carattere molto freddo. Era una donna quasi spietata. Eravamo nella stessa casa discografica. Io ero appena arrivata, avevo 18 anni circa, lei era una veterana. A un certo punto c’era molta attenzione nei miei confronti e forse lei si sentì messa da parte. Ai tempi lei era molto gelosa, ma a questa cosa non avevo più fatto caso, finché, in vecchiaia, lei lo ha ribadito benissimo da Fazio. E io le ho risposto che era come la regina cattiva di Biancaneve».

Il 1971 è l’anno di “Sono una donna non sono una santa”, il grande successo: 55 anni dopo le sta stretta questa canzone?
«Ancora oggi continuano a chiedermela e io dico: basta, non ne posso più. In realtà, ero agli inizi della carriera, ero molto acerba e mi piaceva cantare. Certo, sapendo che avrei avuto una carriera più strutturata, forse avrei insistito per un altro brano, ma auguro a tutti, dopo oltre 50 anni di carriera, di avere una canzone che tutti conoscono. Tra l’altro, era un testo chiaro: lei voleva frequentare il fidanzato, ma il papà non voleva e doveva aspettare. Era una canzone che rispecchiava quegli anni, soprattutto al Sud».

Nel frattempo, la volle la tv con Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Gino Bramieri.
«Non mi aspettavo nulla di tutto questo, non mi rendevo conto di quanto stesse accadendo. Fu una cosa straordinaria. Giorgio era come un fratello maggiore. Lui per me era vita, insegnamento. Lui scriveva e noi facevamo gli sketch. Fu lì che mi notò Giuliano Montaldo».

Lei entrò dal cinema dalla porta principale, appunto con “Sacco e Vanzetti”.
«Montaldo mi vide in tv e chiamò il mio manager: vogliamo Rosanna Fratello. Facemmo il provino in un ufficio. Mi bastò fare una camminata e lui sentenziò: sei Rosa Sacco».

Disse sì a Montaldo, ma non a Coppola per “Il padrino”.
«Era un’epoca in cui facevo lunghe tournée in America, in Australia. Ero la ragazza del sud che andava a Sanremo, a Canzonissima. Avevo un manager che pensava alla musica e alla tv, non al cinema. E quando arrivò la proposta per il ruolo che poi avrebbe fatto Simonetta Stefanelli dicemmo di no. Certo, con il senno di poi dico che avrei dovuto pagare la penale e rinunciare a quel tour di 40 giorni...».

Perché solo tre al film nella sua carriera?
«Mi voleva anche Comencini, il cinema mi aveva adocchiata, ma io volevo cantare. Diciamo che non ero molto sveglia».

Playboy, errore o diversivo?
«Nessun errore. E se rivedo quel servizio oggi mi rendo conto di quanto fosse castigatissimo. Sono più nude oggi sul palco. Fu Malgioglio a convincermi. Avevo iniziato a collaborare con lui. Scrisse alcune canzoni per me, tra cui “Schiaffo”, e mi disse: dobbiamo fare Playboy. Erano gli anni in cui lo fecero anche Iva Zanicchi e Patty Pravo. Ma il mio numero fu anche ristampato».

Negli anni ’80 creò i Robot con Bobby Solo e Little Tony.
«Eravamo una cosa unica. Ci prendevamo in giro: loro vestivano quasi uguale, si prestavano le spazzole per aggiustarsi il ciuffo. Due giocherelloni».

Rosanna e la Sardegna.
«Mare, genuinità, accoglienza: diciamo che la Sardegna non ha bisogno di essere presentata. Ricordo però una serata vicino a Cagliari, ci portarono in campagna e c’era una tavolata lunga centinaia di metri. Non posso dimenticare tutto quello che c’era su quel tavolo».

Nel suo presente c’è ancora Cristiano Malgioglio.
«Sì, è uscito “Profumo di pesca”. In questo momento, a 75 anni, mi sento un’altra persona. Sono mamma, nonna, ma il mio lavoro mi piace sempre. Ho fatto il Grande fratello e la gente ha visto una Rosanna diversa, ironica, sensuale. Ho voglia di portare allegria e leggerezza».

Tornerebbe a Sanremo?
«Ne ho fatti sette. Nel 1975 arrivai seconda in una edizione in cui non voleva andare nessuno. Mi piacerebbe tornare. Ho una voce attuale, posso cantare dance, sensuale, rock. Oggi sono anche su TikTok. Sinceramente faccio fatica a ricordarmi molte canzoni e cantanti di oggi. Lo dico pur essendo una fan dei giovani, ma sinceramente non è giusto che a noi si chiuda la porta».
 

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