Nuoro riscopre Antonio Ballero fotografo: in mostra gli scatti della città di un secolo fa
Lunedì 29 giugno l’inaugurazione allo Spazio Ilisso. Fotografie, dipinti e documenti raccontano l’artista che trasformò la vita quotidiana della Sardegna in memoria collettiva
Nuoro La via Majore affollata, i mercati, le processioni sul Monte Ortobene, le corti, le bettole e i quartieri popolari di Séuna e Santu Predu. È la Nuoro tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento quella documentata dall’obiettivo di Antonio Ballero, protagonista della nuova mostra che sarà inaugurata lunedì 29 giugno, alle 18.30, allo Spazio Ilisso.
L’esposizione, intitolata “Antonio Ballero. Poeta visivo nella Nuoro d’inizio Novecento”, presenta una selezione di immagini provenienti dall’Archivio Ballero, accostate a dipinti, documenti e materiali originali. Un patrimonio di particolare rilievo per la Sardegna, capace di testimoniare non soltanto l’evoluzione della città, ma anche il dialogo tra fotografia, pittura, poesia e letteratura.
Nato a Nuoro nel 1864 e morto a Sassari nel 1932, Ballero fu pittore, scrittore, insegnante e fotografo. Appartenne alla generazione di intellettuali che, dopo l’Unità d’Italia, contribuì ad avvicinare l’isola ai maggiori circuiti culturali italiani ed europei. Autodidatta e costantemente interessato alle nuove esperienze artistiche, entrò in contatto con personalità come Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Francesco Ciusa, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Eduardo Chicharro y Agüera e Max Leopold Wagner.
I viaggi, le esposizioni e le relazioni con artisti e studiosi furono fondamentali per la sua formazione. Un ruolo importante ebbe soprattutto il confronto con il Divisionismo e con Pellizza da Volpedo, che orientò la sua ricerca verso una maggiore attenzione alla luce e ai temi sociali. Un rapporto approfondito anche dalla recente mostra del museo Man di Nuoro, “Pellizza e Ballero. La divina luce”.
La fotografia, per Ballero, non era soltanto uno strumento di documentazione. Gli scatti diventavano appunti visivi, frammenti della realtà da studiare e successivamente trasferire sulla tela o nei disegni. Il confronto tra le immagini e la produzione pittorica permette infatti di riconoscere soggetti e composizioni ripresi in opere come “Il padrone della tanca”, del 1928, e “La nevicata”, del 1930.
Il nucleo principale della mostra comprende fotografie realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti. Nei suoi lavori compaiono donne al mercato, pastori, contadini, bambini, anziani, venditori ambulanti e rappresentanti della vita culturale cittadina. Accanto ai volti si ritrovano gli interni delle abitazioni, i vicinati, le strade e i luoghi della socialità nuorese.
Sono immagini nelle quali il valore storico e antropologico si unisce a una forte sensibilità artistica. Ballero osserva la vita quotidiana senza limitarsi a registrarla: ne coglie i cambiamenti, la dignità delle persone e le tensioni di una società ancora legata alla tradizione, ma già proiettata verso la modernità.
La mostra punta così a far conoscere una parte dell’attività dell’artista rimasta meno celebre rispetto alla sua pittura. Un archivio fotografico che restituisce alla comunità la memoria di una Nuoro ormai scomparsa e conferma il contributo originale offerto da Ballero alla rappresentazione della Sardegna nella cultura italiana ed europea.
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