L’artigianato sardo al Festival di Aix-en-Provence: Bagella realizza i costumi di Accabadora
Lo storico negozio specializzato nell’abbigliamento tradizionale isolano ha realizzato abiti di scena per alcuni protagonisti dell’opera di Francesco Filidei, ispirata al romanzo di Michela Murgia
Sassari C’è anche un pezzo di Sardegna nel debutto internazionale di Accabadora, la nuova opera da camera in un atto del compositore Francesco Filidei, ispirata all’omonimo romanzo di Michela Murgia. Per la realizzazione dei costumi di scena di alcuni personaggi principali della produzione, la scelta è caduta su Bagella, storico negozio sassarese specializzato nella confezione e nella tutela dell’abbigliamento tradizionale dell’isola.
L’opera, presentata in prima mondiale al Festival di Aix-en-Provence, porta sul palcoscenico le atmosfere della Sardegna di metà Novecento raccontata da Murgia: un mondo segnato da legami familiari, consuetudini antiche, silenzi e tensioni morali. In questo contesto, il costume non ha soltanto una funzione scenica, ma contribuisce a definire l’identità visiva dei personaggi e il rapporto con il territorio da cui la storia prende forma.
Gli abiti realizzati da Bagella sono stati pensati nel rispetto dei codici dell’abbigliamento tradizionale sardo, con attenzione ai dettagli, ai tessuti e alla coerenza con l’immaginario culturale evocato dall’opera. Il lavoro sartoriale diventa così parte della costruzione drammaturgica: non semplice elemento decorativo, ma strumento per restituire il tempo, il luogo e la memoria materiale che attraversano la vicenda.
Il coinvolgimento di Bagella in una produzione internazionale rappresenta un riconoscimento per un’attività che da generazioni lavora sulla conservazione e sulla valorizzazione della tradizione vestimentaria sarda. Una tradizione che, nel passaggio dalla bottega al palcoscenico, entra in dialogo con il linguaggio dell’opera contemporanea, tra musica, letteratura, teatro e design del costume.
«Essere scelti da una produzione internazionale di questo livello, legata a figure come Michela Murgia e Francesco Filidei, è per noi motivo di grande orgoglio», dichiarano i titolari di Bagella. «Portare la nostra tradizione sartoriale su un palcoscenico così importante dimostra come l’abbigliamento sardo non sia solo memoria, ma anche una forma d’arte viva, capace di dialogare con la cultura contemporanea».
Con questa collaborazione, lo storico marchio sardo conferma il proprio ruolo nella custodia dell’identità vestimentaria dell’isola e nella sua rilettura in chiave scenica. Un patrimonio fatto di forme, tessuti e lavorazioni che, in Accabadora, contribuisce a dare corpo alla Sardegna raccontata da Michela Murgia e tradotta in musica da Francesco Filidei.
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