La Nuova Sardegna

L’evento

Jovanotti accende il suo Summer Party a Olbia: «Il divertimento contro le cose terribili che sentiamo»

di Paolo Ardovino
Jovanotti accende il suo Summer Party a Olbia: «Il divertimento contro le cose terribili che sentiamo»

Sono 25mila i biglietti staccati, 300mila per l'intera tournée

4 MINUTI DI LETTURA





Neanche il tempo di far scatenare la sua tribù e gli fanno notare che tra un mese compirà 60 anni. «Se li sento? Tutti, tutti», ride Jovanotti e tradisce imbarazzo. I giornalisti sono arrivati da tutta Italia per raccontare il Jova Summer Party che debutta da Olbia e prendono la cosa molto seriamente. È pomeriggio, Jova è già sudato perché ha già saltato dal mega palco – l'arca di Loré – al palco centrale, più piccolo, in mezzo all'arena con prato e stand e attrazioni.

Lorenzo Cherubini sorride: «Sento i miei 60 anni, ma poi penso a cosa fa Mick Jagger a 83 anni». Sulla spalla tre tatuaggi vicini, una tigre, un cavalluccio marino e un teschio messicano.

«Inizia la mia festa» Gli chiedono cosa pensa della musica dal vivo di oggi che gioca a conquistare folle sempre più grandi, lui un attimo prima dice «questo tour è una macchina gigantesca» e poi dopo precisa: «Il formato è grande ma c'è la rottura degli schemi dello stadio». Non dice mai concerto, dice «festa», Lorenzo Jovanotti. Il suo tour di feste è partito ieri 7 agosto da Olbia, terminerà nel suo Circo Massimo. In Sardegna mancava dal 2019, quando qui vicino crearono una spiaggia artificiale pur di fargli portare il Beach party. Ora quel molo si chiama Molo Jovanotti.

Intanto di fronte alla stampa, nel backstage che è allestito come un po' come una capanna tuareg e un po' come un chiringuito, l'artista di multiforme ingegno elogia Bad Bunny e il pop «che non passerà mai di moda», della forza del «divertimento» contro «tutte le cose terribili» che accadono attorno. Sono 25mila i biglietti staccati, 300mila per l'intera tournée. «La ragione di quello che sto facendo è la musica, l’energia della musica – racconta inoltre l’artista –. Oggi sembra che per raccontare un concerto il dato più importante siano diventati i numeri, le cifre, i record, chi vende più biglietti. I numeri fanno parte di questo mestiere, ma arrivano dopo. Prima c’è la musica, c’è quello che succede sul palco, c’è la parte artistica, che è la ragione per cui siamo lì. Io mi sono innamorato della musica per quello che la musica fa accadere dentro e intorno a me, e non ho mai smesso di restarle legato», e infatti si congeda dalla stampa orgoglioso per gli artisti che è andato a pescare per riempire la festa fino al suo momento, e suggerisce di ascoltarli. Mentre lo dice, risuona la musica dei francesi "Dov'è Liana".

Il concerto Il padrone dell'arena con camicie maculate e canottiera bianca parte con un live in acustico per radunare più pubblico possibile sotto alla sua arca. Al tramonto lascia la scena al djset di Gabry Ponte. Anzi no, anche qui non riesce a stare fermo e torna in consolle a fianco all'ex Eiffel 65. Poi un cortometraggio che riflette in modo poetico sulle diversità nel mondo segna il via al ritorno del Grande Gatsby davanti ai suoi invitati. Giovanissimi, meno giovani, coppie, gruppi di amici e famiglie. Loré parte con "Attaccami la spina" dal 1994, poi salta al 2025 con "Scimpanzé", alle spalle una band da urlo a partire da Adriano Viterbini alla chitarra. Fanno scatenare tutti con "Tanto", "Gimme five" e "Penso positivo". Il super ospite di Olbia è Alfa. Con il giovane cantautore genovese canta "Buon vento", la loro canzone, e nell'arena tra le bandane con il soleluna di Jovanotti c'è chi dice «è il suo erede, è il passaggio del testimone». La festa conquista la notte con momenti disco e altri da ciondolarsi tra la gente. Su "Baciami ancora" omaggia Gino Paoli cantando "Sapore di sale". Gli omaggi più belli sono a "Nanneddu meu", che scratcha in consolle, e "No potho reposare" che canta «per il mio grande amico Andrea» Parodi, indimenticato leader dei Tazenda. La coda finale: "L'ombelico del mondo", "Ragazzo fortunato" e la conclusione sognante: "A te".

Grandi eventi La scelta di Olbia come prima data, a sentire Maurizio Salvadori di Trident, l’agenzia che produce e organizza l'intero tour, è stata naturale: «Siamo arrivati una settimana prima e fare le prove. Venire in mezzo al tour sarebbe stato difficile. Mancavamo da tanto, Lorenzo voleva tornare. Qui c'è una politica di accoglienza per la musica, in particolare a Olbia, che ci fa piacere trovare. Il Comune è stato molto disponibile e quando stai dieci giorni in una località è importante la collaborazione con gli enti locali». Poi? Jova «salterà un turno». Ma nel 2028 tocca a stadi o palasport. Una cosa è certa, dice Salvadori, «la crisi climatica ci cambia i piani, gli eventi in estate saranno più complicati». Ma poco dopo Jovanotti scherza «Il mio dottore è d'accordo. Poi oh, se non dovessi farcela mi fermo». Non è vero, non si ferma mai, ieri dal pomeriggio e fino alla mezzanotte è stato un grillo cantante.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sos differenziata

Emergenza plastica, i siti di stoccaggio sono al collasso: stop alla raccolta in decine di Comuni, si rischia il blocco totale – Cosa sta succedendo

Le nostre iniziative