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Musica e polemiche

Valerio Scanu: «Io nella blacklist Mediaset, mi manca Beppe Vessicchio, Tony Effe stonato anche con l’autotune»

Valerio Scanu: «Io nella blacklist Mediaset, mi manca Beppe Vessicchio, Tony Effe stonato anche con l’autotune»

Il cantante nato a La Maddalena, tornato sulle scene con l’album “Il mio Sanremo” si è raccontato al podcast “Ci son cascato di nuovo”

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«Io sono nelle black list di Mediaset per questo litigio, fu intentata anche una causa». È una delle affermazioni più nette fatte da Valerio Scanu, nel podcast “Ci son cascato di nuovo”, dove il cantante originario di La Maddalena, ha ripercorso anche i contrasti con Maria De Filippi e le conseguenze che, secondo il suo racconto, avrebbe avuto quella vicenda sulla sua carriera televisiva.

La blacklist di Mediaset

Scanu ha spiegato di essere disposto a ricucire il rapporto con la conduttrice, ma sostiene che dall'altra parte non ci sarebbe la stessa volontà: «Io sarei disposto a reincontrarla, ma dall'altra parte non c'è volontà». Il cantante, che fece il suo debutto con la scuola di Amici si è assunto la responsabilità delle parole pronunciate in passato e ha ricordato il litigio reso pubblico. «Io mi prendo la responsabilità di quello che è detto, resi pubblico un litigio», ha spiegato, tornando anche sulla frase per la quale era stato denunciato. «Io dissi, in maniera anche poco carina, che bastava uno schiocco delle sue dita per trovarsi con il sedere per terra e per questo fui denunciato». Da quel momento, secondo quanto raccontato dallo stesso Scanu, i suoi rapporti con Mediaset si sarebbero interrotti. «Io non sono finito con il c**o per terra perché per fortuna ho una fanbase affezionata e ho fatto altre cose in Rai, ma in Mediaset non ho mai più potuto mettere piede», ha detto.

La puntata delle Iene mai andata in onda

Nel podcast Scanu ha quindi raccontato alcuni episodi che, a suo dire, confermerebbero l'esistenza di un veto nei suoi confronti. «Fui pagato per andare alle Iene e venne tagliata la mia parte, c'è un veto su di me», ha sostenuto. Il cantante ha poi ricordato l’ ospitata, che secondo il suo racconto era stata annunciata sui social ma non sarebbe mai andata in onda. «Mi fecero uno scherzo, mi invitarono in puntata, lo annunciarono su tutti i loro social. Io registrai, c'erano Belen e Mammuccari», ha raccontato. Scanu ha aggiunto che gli sarebbe stato successivamente chiesto di rimuovere anche un contenuto pubblicato sui social. «Mi fu poi chiesto di togliere anche il video che avevo retwittato sulla loro ospitata, cancellarono pure una foto di Belen con me e Teo». Secondo il suo racconto, anche quella puntata non sarebbe stata trasmessa. «La puntata non andò più in onda, fui persino pagato per l'ospitata, Belen non mi rispose più neanche al telefono. Erano spariti tutti, non avevano nemmeno tolto il comunicato stampa in cui io risultavo presente quella sera», ha affermato. Scanu ha ricordato inoltre di essere stato ospite una volta da Barbara D'Urso, spiegando che, a suo dire, «i suoi ospiti non passavano al vaglio dell'ufficio casting». Il cantante ha infine sintetizzato così la sua posizione sui rapporti con il gruppo televisivo. «Su Mediaset c'è una damnatio memoriae nei miei confronti».

La nostalgia di Peppe Vessicchio

 Nel corso dell'intervista Scanu ha parlato anche di altri momenti della sua carriera. È tornato in radio con la sua versione di "Zingara”, inserita nell'album “Il mio Sanremo”, che contiene anche la sua interpretazione di “Ti lascerò”, brano vincitore del Festival nel 1989 con Fausto Leali e Anna Oxa e che ha recentemente portato a Palau, nel comune dirimpettaio la sua isola natia.

Ha inoltre ricordato il rapporto con il maestro Peppe Vessicchio, suo direttore d'orchestra nell'edizione del 2010, quella della vittoria di Scanu. «Facemmo una scommessa a Sanremo. Gli dissi: "Se vinco Sanremo, mi regala la sua bacchetta», ha raccontato. Dopo la vittoria, secondo Scanu, Vessicchio gli avrebbe prima chiesto di conservarla in attesa di trovarne una uguale e poi gli avrebbe consegnato la sua bacchetta storica. «Poi mi diede la sua storica con cui vinse altri Sanremo e diresse talenti come Alex Baroni», ha detto. Il cantante ha ricordato anche la grande stima nei confronti del maestro. «Non gli ho mai dato del tu, la stima era immensa: era un grande ascoltatore, mi manca molto in quest'epoca di digitalizzazione». E ha aggiunto. «A volte pensi che sarebbe stato meglio non conoscere certe persone per il dolore che ti dà la dipartita, io sono anche molto legato alla figlia Alessia».

La polemica con Pupo

Scanu ha parlato anche dell'edizione del Festival vinta nel 2010, tornando sulle polemiche legate al secondo posto di Pupo, accompagnato da Emanuele Filiberto e Luca Canonici. «Quando si avvicina il Festival, da quando è arrivato secondo a Sanremo dietro a me, spunta fuori. Ogni anno ce n'è una nuova», ha detto. A proposito delle dichiarazioni di Pupo sulla vittoria sfumata quell'anno, Scanu ha contestato la ricostruzione: «L'ultima è che Napolitano lo chiamò per concordare la sua mancata vittoria: non è carino dirlo quando il presidente non poteva più rispondere, perché nel frattempo è morto». Ha quindi negato anche l'ipotesi secondo cui la sua vittoria sarebbe stata favorita da Maurizio Costanzo. «Inoltre io avrei vinto grazie a Maurizio Costanzo, che era ospite quell'anno. Ma nemmeno lo vidi. Un'allusione grave, mi ha fatto passare da raccomandato». 

“Tony Effe è stonato”

Infine, Scanu è tornato sulle critiche rivolte a Tony Effe. «Ho detto quello che tutti pensano, cioè che è un po' stonato, è un dato di fatto, ha stonato anche con l'autotune». E ha replicato alla frase secondo cui sarebbe rimasto fermo al 2010. «L'intonazione è un parametro oggettivo».

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