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Prestazioni sanitarie gratuite, la Regione allarga la platea dei beneficiari – Ecco chi ne ha diritto


	L'assessora Desirè Manca
L'assessora Desirè Manca

L’assessora al Lavoro Desirè Manca: «Sosteniamo concretamente le famiglie che oggi fanno più fatica»

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Cagliari La Regione Sardegna amplia l’accesso ai “buoni servizi sanitari” estendendo le prestazioni gratuite a tutte le classi di priorità previste dal sistema regionale di prescrizione specialistica. La novità, approvata dalla giunta di Alessandra Todde, modifica le regole della fase iniziale della misura, quando il beneficio era riservato alle persone con una prescrizione con priorità Urgente (U) o Breve (B). Con l’estensione, quindi, non sono più soltanto le prescrizioni classificate come U o B a consentire l’accesso al beneficio: la misura viene ora applicata a «tutte le classi di priorità previste dal sistema regionale di prescrizione specialistica».

La modifica amplia significativamente la platea dei potenziali beneficiari, uno strumento rivolto alle persone che si trovano in condizioni economiche difficili, con ISEE pari o inferiore a 10 mila euro, e che rischiano di rinunciare a visite specialistiche, esami diagnostici e altre prestazioni sanitarie.

La Regione spiega che nei primi mesi di attuazione la misura ha progressivamente aumentato l’accesso alle cure, sostenendo concretamente le persone economicamente più fragili. «Con i Buoni Servizi Sanitari vogliamo affermare un principio semplice ma fondamentale: la salute è un diritto e non può dipendere dalle condizioni economiche delle persone», sottolinea l’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca». «Questa misura, finanziata con 10 milioni di euro attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus nasce proprio con questo obiettivo: garantire a tutti il diritto alle cure, sostenendo concretamente le famiglie che oggi fanno più fatica. Penso a chi ha bisogno di fare una risonanza magnetica urgente, o una gastroscopia, una colonscopia, solo per fare qualche esempio, perché il catalogo delle prestazioni è ampio».

Contestualmente all’estensione delle classi di priorità, è previsto anche l’adeguamento del "Catalogo delle strutture sanitarie aderenti*” La gestione dell’intervento è affidata ad Aspal, che ha curato la costituzione del Catalogo e l’avvio operativo della misura. «Scegliamo così di rafforzare concretamente il nostro impegno contro le disuguaglianze nell’accesso alle cure, perché nessun cittadino deve essere costretto a rinunciare alla propria salute a causa delle difficoltà economiche», conclude l’assessora del Lavoro.

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