La Nuova Sardegna

L’intervista

Vinicio Capossela porta nell’isola la sua ballad opera: «Abbiamo bisogno di poeti, non di star che vanno celebrate» – Le date nei teatri

di Paolo Ardovino
Vinicio Capossela porta nell’isola la sua ballad opera: «Abbiamo bisogno di poeti, non di star che vanno celebrate» – Le date nei teatri

Il cantautore porta in scena un lavoro ispirato da Dylan Thomas: con lui anche Pierpaolo Capovilla

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I giornalisti di tutta Italia aspettano lui, collegati su zoom. Vinicio Capossela compare poco dopo mezzogiorno, occhialoni verdi, bandana in testa, ciocche di capelli che spuntano sopra le orecchie. «Scusate il ritardo, come disse Massimo Troisi». La scaletta dice che prima delle domande, dovrebbe fare un’introduzione, ma si limita a dire «che oggi è un bel giorno perché Dylan Thomas compie 112 anni». Il poeta gallese è l’ispiratore di “E morte non avrà dominio”, una ballad opera che in quindici canzoni portate a teatro attraversa il bosco di latte del poema “Under milk wood”. Capossela sul palco è accompagnato «da un Caronte d’eccezione», Pierpaolo Capovilla.

L’8 e 9 novembre lo spettacolo va in scena al teatro Massimo di Cagliari, l’11 novembre al teatro comunale di Sassari. Il cantautore la chiama «messa in scena» e poi «fantasmagoria», che si compone dei brani che a gennaio confluiranno nel nuovo album, “Milk wood bar”. L’ordine si inverte. Prima sale sul palco, poi si presenta inciso su disco – o trasmesso in streaming, più probabile. «Mi piaceva l’idea di conoscere prima le canzoni nel loro ambiente piuttosto che nella loro celebrazione». Quindici brani che non verranno solo cantati e suonati, ma «animati» perché vengono dai personaggi del sottobosco di latte. Parla di un «lavoro corale», Capossela, e richiama l’antologia di Spoon river rianimata da Fabrizio De André. La poesia di Thomas, però, ha creato delle figure «con più anarchia e pulsione vitale, e dove non c’è nessuna morale. Vivono in una condizione di non giudizio». L’intera ballad opera è dedicata alla memoria del dj Renato Striglia, che per anni aveva lavorato a una versione italiana di “Under milk wood”.

Il compagno di scena è Pierpaolo Capovilla, che dopo l’epopea con il Teatro degli orrori vive una seconda primavera da attore, reduce dal successo di “Le città di pianura”. «Prima ancora che un attore – racconta Capossela guardando la telecamera del suo computer – è un rocker e un artista che ha introiettato i cattivi maestri». Quelli che, senza svelarne i nomi, dice di averlo unito a Capovilla. «I poeti servono a farci sentire soli e male accompagnati. Abbiamo bisogno di trovare dei compagni di viaggio, non delle star di cui celebrare il successo e in qualche modo da invidiare». Il titolo richiama la morte, il cantautore trova calzante il richiamo a “Su Componidori”. Dieci anni fa gli ha intitolato un brano. «Fare, di un essere umano, un dio per un giorno. E poi questa caduta fragorosa quando è finita la festa. Mi sembra un’allegoria potente della nostra condizione. è il Componidori che dice “La morte non avrà dominio”».

Una frase che Vinicio Capossela prende come «proclama» dei giorni nostri: «Il fatto di dire che la m orte non abbia dominio va contro l’indifferenza, che è la morte in vita, la mansuetudine. L’individualismo è la vera forma in cui la morte ha totale dominio». Essere consapevoli «di una finitezza» è ciò che ci rende «più sensibili e fratelli». Come sempre messianico, anche se a fine mattinata ancora un po’ assonnato, dà l’idea di aver già preparato tutto. È un lungo viaggio autunnale e invernale per i teatri. Tra una settimana sarà qui nell’isola.

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