La Nuova Sardegna

Sassari

L’inchiesta

Presunta truffa sui fondi per l’energia: indagati nel Sassarese un sindaco e due funzionari

di Nadia Cossu
Presunta truffa sui fondi per l’energia: indagati nel Sassarese un sindaco e due funzionari

Nel mirino della Procura appalti al Palazzetto, al bocciodromo e alla scuola dell’infanzia. La difesa: «Agito nel rispetto della legge e nell’interesse del Comune»

4 MINUTI DI LETTURA





Ossi Un sistema di presunte truffe aggravate ai danni dello Stato e del ministero dell’Ambiente, che sarebbe stato orchestrato attorno ai fondi del Pnrr e ai bandi per la sostenibilità energetica.

La Procura di Sassari – titolare il pubblico ministero Gianni Caria – ha notificato l’avviso di conclusione indagini a tre persone: il sindaco di Ossi, Pasquale Lubinu, il responsabile del settore tecnico nonché Rup (responsabile unico del progetto) e direttore dei lavori Giovanni Pietro Pischedda, e Antonia Marmillata, responsabile del settore finanziario.

L’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Sassari, ruota attorno ai finanziamenti per la sostenibilità e l’efficienza energetica. L’obiettivo del bando era, appunto, l’efficientamento di edifici pubblici non residenziali – nello specifico il Palazzetto dello sport, il Bocciodromo e la Scuola dell’infanzia “Piera Fancellu” – attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici, solari termici, pompe di calore e interventi di relamping.

Secondo gli inquirenti, gran parte di quei lavori non sarebbe mai stata eseguita o completata, nonostante le certificazioni ufficiali di regolare esecuzione. Nel mirino della Procura ci sono tre distinte procedure di finanziamento e appalto.

Il Palazzetto dello Sport A fronte di un contributo ammesso di oltre 233mila euro, l’impresa aggiudicataria avrebbe fornito un condizionamento di potenza nettamente superiore e sovradimensionato rispetto alle reali necessità, omettendo però la posa in opera e le lavorazioni accessorie previste (come i lavori di muratura e la sostituzione delle tubature). Nonostante ciò, il direttore dei lavori – per l’accusa – avrebbe “attestato falsamente” la fine degli interventi a regola d’arte, permettendo l’erogazione del contributo ministeriale. Per coprire la mancata esecuzione dei lavori, in un secondo momento sarebbe stato “disposto un affidamento diretto da 40mila euro a un’altra ditta per manutenzione straordinaria”.

Il bocciodromo Situazioni analoghe si sarebbero registrate per l’immobile di via Sardegna. Oltre a pompe di calore mai installate o collegate a lavorazioni mancanti, l’inchiesta contesta irregolarità nei lavori di relamping (sostituzione delle lampade con sistemi a led). Parte del materiale acquistato con i fondi del bando sarebbe stata dirottata e fatta installare in un edificio estraneo al progetto, il centro sociale “Derudas”.

La scuola dell’infanzia Per la fornitura e l’installazione di una caldaia a condensazione e dei relativi interventi edili, la base d’asta sarebbe stata fissata a un prezzo superiore rispetto a quello stimato nei documenti iniziali. Anche in questo caso, secondo l’accusa, la caldaia e le opere murarie non sarebbero state realizzate, “sebbene l’ingegnere Pischedda avesse firmato il certificato di regolare esecuzione che ha portato il Ministero a liquidare oltre 212mila euro”. E sempre al tecnico comunale Pischedda, oltre all’ipotesi di concorso in truffa aggravata insieme al sindaco, la Procura contesta episodi di falso ideologico in atti pubblici “per aver sottoscritto i certificati di regolare esecuzione pur consapevole che i cantieri non fossero ultimati a regola d’arte”.

Il favoreggiamento Nel capo d’imputazione figura inoltre Antonia Marmillata, accusata di favoreggiamento personale. Secondo gli investigatori, nel novembre del 2024, durante i sopralluoghi della guardia di finanza finalizzati a verificare lo stato dei beni, la donna avrebbe cercato di ostacolare le ricerche. In particolare, “telefonando a un assessore perché contattasse il titolare della società presso cui erano stati stoccati i macchinari ancora imballati, avrebbe tentato di far rendere irreperibile il responsabile per impedire alle forze dell’ordine di accedere al magazzino e scoprire la merce ancora imballata”.

In seguito alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari il sindaco, l’ingegnere e la funzionaria hanno nominato un proprio legale di fiducia, l’avvocato Liliana Pintus. «I miei assistiti – spiega la legale, contattata telefonicamente – hanno agito sempre e solo nel rispetto della legge e nell’interesse del Comune di Ossi e dei suoi cittadini. Attendiamo di conoscere ed esaminare gli atti di indagine con la massima serenità anche perché, visti i capi di imputazione, sembrerebbero emergere alcune imprecisioni e incongruenze derivanti probabilmente dalla tipologia del finanziamento ministeriale e dalle relative modalità di svolgimento della gara di appalto e della conseguente fornitura».

Massima serenità e fiducia, quindi, sull’inchiesta che ha interessato il Comune di Ossi e che va letta e interpretata con tutte le garanzie del caso, trattandosi appunto di una fase preliminare. «Tra l’altro – aggiunge ancora l’avvocato Pintus – viene coinvolto il sindaco che, come noto, non predispone la gara d’appalto e non decide nulla sull’aggiudicazione. Valuteremo comunque gli atti anche alla luce del fatto che il finanziamento ministeriale, chiesto e ottenuto dal Comune di Ossi, prevede modalità particolari di appalto che si differenziano dalle classiche gare; modalità che gli indagati hanno rispettato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sicurezza

Armi per le bande criminali, nell’isola è allerta massima: si temono nuovi assalti ai portavalori – L’allarme

di Claudio Zoccheddu
Le nostre iniziative