La Nuova Sardegna

Milano: Cinturrino provò a crearsi l'alibi, 3 messaggi dopo lo sparo a Mansouri

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Milano, 24 feb. (Adnkronos) - Tre messaggi telefonici per crearsi un alibi. Carmelo Cinturrino, l'assistente capo del commissariato Mecenate fermato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ha provato a ingannare i colleghi presenti al momento dello sparo nel boschetto di Rogoredo, alle porte di Milano. E' un dettaglio che emerge in uno dei verbali di un poliziotto indagato per favoreggiamento e omissione di soccorso per quanto accaduto il pomeriggio del 26 gennaio scorso. Interrogato dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, l'uomo in divisa ha mostrato tre messaggi che Cinturrino gli ha inviato alle 17.46 di quel lunedì. "E' arrivato in fondo Zac. Zio. Vieni che è lì", scrive il 41enne che fa riferimento al soprannome del giovane pusher di origine marocchina a cui da tempo dà la caccia quando è impegnato nei controlli anti spaccio nel boschetto di Rogoredo. L'orario è decisivo: Mansouri è stato colpito con un colpo di pistola sparato a una distanza di oltre 20 metri alle ore 17.33, morirà dopo una lunga agonia sul terreno fangoso. La chiamata di Cinturrino ai soccorsi arriva alle ore 17.55, ben 22 minuti dopo lo sparo e nonostante le false rassicurazioni ai colleghi di aver già chiamato il 118. "Alle 17.46 quando ho ricevuto questi messaggi avevo già visto il corpo a terra, ma al momento ero molto scioccato. Credo che questi messaggi siano stati inviati da Carmelo per tutelarsi, per far credere che a quell'ora Zack non era ancora morto come per dirmi 'vieni che lo prendiamo'" spiega il poliziotto sentito nei giorni scorsi dal pm Tarzia.
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