Agricoltura, Fina (Pd): "No a un approccio vincolistico, serve una vera politica industriale"
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Roma, 3 lug. - (Adnkronos) - “Non c’è transizione ecologica dell’economia senza una regia pubblica e non credo a un approccio vincolistico perché non aiuta”. Lo ha detto il senatore del Pd Michele Fina, componente della Commissione permanente Ambiente di Palazzo Madama, intervenendo alla presentazione dello studio 'Sinergie tra agricoltura e trasporto aereo per la produzione di Saf' realizzato dal gruppo Fit4Foresight-fuel del Politecnico di Torino e coordinato dal prof. Chiaramonti, su indicazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. La presentazione si è svolta presso l'Associazione Civita a Roma nell’ambito del terzo incontro del 2026 della Fondazione Pacta sulla riduzione delle emissioni del trasporto aereo. Per Fina l’approccio vincolistico, che si limita a fissare obiettivi senza indicare gli strumenti per raggiungerli, è “agli antipodi dell’idea della politica industriale”. Il senatore ha richiamato il quadro europeo - “il 50% del fabbisogno dal punto di vista della domanda, il 19% della produzione” - e ha valutato positivamente le sinergie tra Saf e agricoltura illustrate nello studio: “Aiuta a una politica di gestione del territorio, aiuta a una politica di recupero delle aree interne” e, come già sottolineato dal deputato Nevi, “può portare anche un elemento di ricchezza in più” per il mondo agricolo. Sulla revisione della normativa Saf, Fina ha fissato dei paletti precisi: “Sì se l’idea è quella di aggiornare, no se l’idea è quella di indebolire”. Tra i punti indicati come irrinunciabili, il parlamentare ha citato il no al doppio conteggio e all’insetting inteso come compensazioni acquistate altrove, e il sì a monitoraggio, certificazione e verifica indipendente, oltre all’utilizzo delle risorse Ets non solo per l’acquisto di Saf ma anche per sostenere impianti, filiere e ricerca. Il senatore ha poi criticato la tendenza, riscontrata anche nel dialogo tra Parlamento e Governo, a delegare interamente alle imprese la definizione delle politiche industriali: “C’è un po’ l’idea di dire: lasciamo fare le imprese”, ha detto, ricordando la risposta ricevuta in passato da un ministro secondo cui “le politiche industriali le fanno le imprese”. Per Fina, invece, è necessario un intervento pubblico che tenga insieme investimenti, filiere e obiettivi normativi, in un contesto globale caratterizzato da quelli che ha definito “capitalismi politici”, in cui i grandi player mondiali combinano indirizzo pubblico e capitale privato. “L’approccio delle politiche industriali, l’idea di un Paese che insieme ai suoi player lavora a far sì che la transizione ecologica dell’economia sia sostenibile e non lasci nessuno indietro, è oggi l’unico possibile”, ha concluso il senatore Pd, sottolineando la necessità di “fare rete tra gli attori del sistema” senza lasciare sole compagnie aeree e aeroporti.
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