Tabacco, Scordamaglia (Filiera Italia): "Accordo Philip Morris ha anticipato in 15 anni oltre 13 mld di valore aggiunto"
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Roma, 24 set. Adnkronos) - “Questa forma di contratto di filiera ha aperto la strada a tutti i contratti di filiera oltre 15 anni fa, e ha creato oltre 3 miliardi di euro di valore, tra investimenti e ritorni lungo tutta la fase della filiera, con un’equa distribuzione del valore creato”. Lo ha dichiarato Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, intervenendo al Roadshow “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, promosso da Coldiretti e Philip Morris Italia per celebrare i quindici anni dell’accordo di filiera tra l’azienda e il mondo agricolo italiano. Scordamaglia ha sottolineato come il modello abbia anticipato strumenti e temi oggi al centro del dibattito europeo. “Abbiamo anticipato temi che oggi sono di fondamentale importanza: un long term commitment addirittura di 10 anni, la certezza di un collocamento, di un prezzo trasparente, di investimenti, digitalizzazione e sostenibilità sono parole che oggi a livello europeo si cominciano a usare, ma che questa filiera ha reso concrete già 15 anni fa e per i prossimi 10 anni”, ha spiegato. “Quindi – ha aggiunto – io credo che abbia fatto bene al Paese, abbia fatto bene ai produttori agricoli e, attraverso strumenti che ovviamente nel momento in cui si decide di fumare sono sicuramente meno impattanti di altri, abbia fatto bene anche allo stesso cittadino”. Nel suo intervento, l’ad di Filiera Italia ha allargato il ragionamento alla politica commerciale europea e alla necessità, a suo avviso, di rafforzare la tutela delle filiere produttive comunitarie. “C’è una sola via: se l’Europa vuole continuare ad essere destinata all’ininfluenza, è cambiare questa leadership”, ha affermato Scordamaglia, parlando di “approcci assolutamente antistorici” nelle politiche europee. “Continuiamo ad importare da Paesi terzi prodotti che non sono conformi ai nostri standard produttivi. Questo vale per il nostro cibo e vale anche, per esempio, per i prodotti da fumo”, ha proseguito. “Assistiamo a sistemi che facilitano l’importazione di una nicotina sintetica dalla Cina e che consegnerebbero la salute dei nostri consumatori, alla distruzione delle nostre filiere, a Paesi terzi che non rispettano le nostre regole”. Da qui l’appello a un cambio di approccio a livello europeo: “O l’Europa ha il coraggio di invertire questi trend assolutamente inaccettabili o è destinata a fallire. Noi chiaramente non lo consentiremo, nell’interesse dei nostri produttori ma anche dei cittadini europei”.
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