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Meloni da Spalato: "Pronti a intervenire su accise. Legge elettorale? Serena, come sempre"

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Spalato, 7 ott. (Adnkronos) - Pronta a intervenire, se fosse necessario, con le accise mobili sul costo del carburante e serena "come sempre" sull'esito del voto segreto di oggi sulla legge elettorale. C'è anche una spruzzata di politica interna nella partecipazione della premier Giorgia Meloni al vertice Med9 di Spalato, in Croazia. Nel menù che prevede energia, flussi migratori e un focus speciale sul Medio Oriente, tanto che tra gli ospiti d'onore c'è anche il principe di Giordania Al Hussein bin Abdullah II, la presidente del Consiglio mantiene un occhio sui prezzi del gasolio, di nuovo in salita, e su quello che succederà alla Camera oggi. Senza dimenticare, però, di continuare a pungolare Ursula von der Leyen sulla richiesta di flessibilità all'Unione europea. Nel primo 'vis a vis' dopo la lettera spedita alla Commissione europea, Meloni registra un'apertura dalla presidente. 'Ne abbiamo parlato', dice la premier in conferenza stampa, rimarcando come non solo l'Italia abbia posto il tema dell'"impatto che la maggiore inflazione sta avendo sui bilanci nazionali". "Non stiamo chiedendo spesa libera perché vogliamo essere particolarmente allegri", ma perché "è una questione di buon senso" e sulla quale "c'è interesse", mette agli atti. Poi "è ancora un dibattito lungo perché per arrivare a risposte di questo tipo si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio. Ma sicuramente c'è interesse ad ascoltare", precisa ancora Meloni. E in questo senso sia il tweet di von der Leyen dopo l'incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, sia il fatto che il dossier domani sarà sul tavolo dell'Ecofin a Lussemburgo, anche se non sono previste "conclusioni operative", potrebbe essere di buon auspicio. Da Bruxelles si fa notare che una modifica delle regole di bilancio di fronte a una crisi potrebbe minare la "credibilità" del quadro stesso, ma il faro resta acceso. Come accesi sono i radar, sul fronte interno, sui prezzi del carburante. "Noi siamo sempre pronti ovviamente a intervenire di nuovo" sul tema delle accise, "particolarmente con il meccanismo delle accise mobili", dice ancora in conferenza stampa la presidente del Consiglio. Che poi chiarisce che, al momento, sul tavolo non ci sono provvedimenti: "Al mese di settembre noi abbiamo circa 160 milioni che possono essere spesi con questo obiettivo, quello su cui ci stiamo interrogando è se sia più efficace spendere queste risorse in questo momento nel quale, comunque, ci sono delle misure di contenimento o tenerle come provvisto per quando quelle misure di contenimento dovessero terminare". Di sicuro c'è la speranza che "nelle prossime ore si possa pienamente ripristinare il cap", "dopodiché la valutazione verrà fatta a valle". Valutazioni che non sembrano all'orizzonte per l'esito della partita sullo Stabilicum. "Sono serena, come sempre", afferma la premier sollecitata dai cronisti. Il pericolo è sempre dietro l'angolo, sia chiaro, ma dopo aver incassato tre fiducie su tre sulla legge elettorale alla Camera tra oggi e ieri, uno sgambetto dai franchi tiratori, nel segreto dell'urna, appare una possibilità remota. Tornando alle portate principali del vertice Med9, in cui c'era Macron, ma non Pedro Sanchez, premier dimissionario dalla Spagna, Meloni ringrazia il primo ministro croato, e padrone di casa, Andrej Plenković per aver acceso i riflettori sul Mediterraneo. Alla vigilia del Consiglio europeo della prossima settimana, "credo che fosse estremamente utile cercare il più possibile di far convergere le posizioni tra i Paesi mediterranei dell'Europa nell'interesse dell'Europa nel suo complesso", dice Meloni, specie perché è "utile per l'Europa nel suo complesso avere un occhio particolare alla sua sponda Sud". E dunque, per dirla come il croato, "la visione condivisa di un Mediterraneo più sicuro, più sostenibile e più resiliente" è fondamentale in un "contesto globale" in cui "la stabilità dell'Unione europea è inscindibile dalla stabilità del nostro vicinato allargato". "La situazione di persistente instabilità in Medio Oriente, l'incessante guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, l'escalation delle minacce ibride e la crescente instabilità economica globale mettono a dura prova la nostra sicurezza, le nostre economie e la nostra prosperità a lungo termine", afferma in apertura dei lavori Plenković, tutte sfide che "incidono sulla sicurezza energetica, sulle catene di approvvigionamento e sui flussi migratori, mentre le crescenti pressioni geo-economiche - tra cui l'accessibilità economica dell'energia - influiscono direttamente sulla competitività, sulla coesione e sulla resilienza dell'Ue", per cui "il Mediterraneo è diventato uno spazio chiave in cui convergono molte delle sfide strategiche fondamentali per l'Ue. In quanto Stati membri mediterranei, possiamo portare una prospettiva mediterranea integrata nelle più ampie scelte strategiche dell'Ue".

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