Disabile, sola e nel caldo estremo: il nuovo alloggio di Luisa è un cantiere a cielo aperto
Oristano Il trasferimento nelle ex scuole di Donigala non ha spento l’emergenza. Tra impalcature, assenza di climatizzazione e isolamento, Luisa, 63 anni, continua a vivere sospesa nel limbo dell'incertezza. Dopo mesi di "pellegrinaggio" tra affittacamere e proroghe settimanali, la donna — invalida e undicesima in graduatoria comunale — è stata trasferita nella nuova struttura di accoglienza per persone fragili realizzata dal Comune di Oristano negli spazi delle ex scuole di Donigala.
Ma quello che doveva essere un approdo sicuro si è rivelato un’altra sfida logistica e umana.
Il video che pubblichiamo oggi mostra chiaramente la situazione: all’esterno della struttura il cantiere è ancora aperto. Trincee, impalcature e recinzioni circondano l’edificio. All'interno, le condizioni di vivibilità sono critiche: nelle stanze non ci sono condizionatori e, nonostante le ripetute richieste, Luisa riferisce di non aver ricevuto nemmeno un ventilatore.
«Ho chiamato l’ambulanza per il caldo»
«Fa troppo caldo, è invivibile», racconta Luisa. La situazione è diventata insostenibile al punto che, proprio di recente, la donna ha dovuto chiamare un’ambulanza a causa di un malore provocato dalle alte temperature, rendendo necessario il trasporto in ospedale.
Oltre al disagio ambientale, c’è quello dell’isolamento. La frazione di Donigala, priva di collegamenti adeguati, rende per Luisa quasi impossibile raggiungere i centri medici per le visite specialistiche di cui ha urgente bisogno per le sue patologie.
«Sono stanca di combattere», confida Luisa. «Ho bisogno di una casa, non di essere spostata da un cantiere all'altro». (a cura di Michela Cuccu)
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