Pioggia di milioni su novanta progetti per uscire dalla crisi

Ieri l’ultima firma sul maxi piano della Rete Metropolitana Pigliaru e Paci: «Idea vincente pensarsi come un’unica città»

SASSARI. I lavoratori Secur, da agosto senza lavoro e stipendio, che protestavano. Quelli del Policlinico, da mesi appesi a un filo, che chiedevano risposte. Il presidente Pigliaru che ascoltava, rassicurava, prendeva impegni. Sono i due momenti che hanno incorniciato l’ultima firma sul progetto “Rete Metropolitana del Nord Sardegna, un territorio di città”: 75 milioni, 7 linee di intervento declinate in 90 azioni. Due foto di un territorio in crisi profonda, che ieri ha messo sul tavolo quella che può essere la sua ultima, e decisiva, fiche.

Le carte. Le carte sono ottime, anche perché per mettere in piedi il protocollo d'intesa formato tra la Regione, i Comuni di Sassari, Alghero, Porto Torres, Sorso, Sennori, Castelsardo, Valledoria e Stintino e i membri del partenariato (Camera di Commercio, università, sindacati, l’Arcivescovo e il presidente del parco di Porto Conte, ma anche la Conservatoria delle Coste) gli otto primi cittadini hanno lavorato a stretto contatto di gomito per più di un anno. Limando, aggiungendo, svuotando i cassetti e i libri dei sogni, costringendosi ad aggregare, uniformare, dare a tutto un senso comune. «Pensandosi – ha riconosciuto Pigliaru – come una città unica. I soldi ci sono, come dimostrano i 75 milioni che vanno ad aggiungersi alle tante altre risorse investite su quest’area (oltre 200 milioni ndr), ma bisogna saperli spendere nel modo giusto e il nord ovest, con la rete metropolitana, ha uno strumento estremamente efficace per riuscire a usarli bene».

Il progetto. Risultato: un piano di azione che si articola in 7 “capitoli” principali. Ambientale, con la realizzazione di percorsi di valorizzazione della costa e delle aree protette, delle zone umide e lagunari. Culturale, con il restauro e recupero del patrimonio e il miglioramento dell'accessibilità e fruibilità dei maggiori complessi archeologici, ma anche della rete museale diffusa, da rinnovare e in alcuni casi reinventare completamente. Qualità della vita, con interventi per lo sport, il tempo libero e l'inclusione sociale, l'accessibilità. E poi la competitività delle imprese e l'innovazione. E la governance, con il coordinamento del progetto (ci sarà un ufficio unico che collaborerà con i Comuni e la Regione) e dell’offerta di cultura e spettacolo.

La firma. Piano che ieri mattina all’interno di un ritrovato e meraviglioso Padiglione Tavolara il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore della Programmazione Raffaele Paci, le assessore dell’Industria Maria Grazia Piras e dell’Ambiente Donatella Spano, i sindaci, i sindacati, gli imprenditori e tutti i soggetti coinvolti in questo ambizioso e innovativo piano, hanno definitivamente varato. Dandosi 36 mesi di tempo per impegnare le risorse e concludere tutti gli interventi.

Il lavoro. «Otto amministrazioni hanno lavorato in una sola direzione – ha sottolineato Paci – e superato ogni possibile difficoltà per creare sviluppo economico, pensando solo ed esclusivamente al bene di un territorio ampio e articolato, che va oltre le singole città pur valorizzandole fortemente e investendo sulle potenzialità di ciascuna». «Arriviamo oggi alla
conclusione del percorso di negoziazione che ha visto i Comuni della Rete dialogare con la Regione – sottolinea il sindaco Sanna a nome della Rete –. Un processo che grazie al quale i principali attori dello sviluppo locale hanno partecipato attivamente alle scelte strategiche regionali».

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