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Scuola, è il momento di ripensare il calendario

di Francesca Fava*
“Il bacio” di Klimt qui è stato riprodotto da Cesare Scano, 14 anni, studente al primo anno del Primo Liceo artistico di Torino
“Il bacio” di Klimt qui è stato riprodotto da Cesare Scano, 14 anni, studente al primo anno del Primo Liceo artistico di Torino

Meno vacanze estive e più pause durante il resto dell’anno. Fondi e riorganizzazione per rilanciare l’istruzione nell’isola

25 novembre 2023
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In quest'ultimo periodo si sono riscontrate molte problematiche nel sistema scolastico soprattutto dopo il periodo covid, che ha aperto gli occhi su tutti i problemi che l’affliggono. Dalla difficoltà nell’accesso all’istruzione alla mancanza delle risorse finanziare, con problematiche presenti nella nostra regione.

Negli ultimi anni sta crescendo il divario di accessibilità all’istruzione. Secondo un sondaggio della Cgil soltanto il 10% delle famiglie intervistate dichiara di avere accesso all’istruzione. Il divario è dato dal costo della scuola, in media una famiglia spende 1.800 euro l’anno nel l’età scolastica dei figli. Un grave impegno per molte famiglie, con il problema che se gli studenti vogliono continuare all’università rischiano di non poter andarci per via dell’alta retta.

Ciò è dato dalla mancanza delle risorse al sistema scolastico da parte del governo, che taglia i fondi per reinvestirli in altre strutture, togliendo soldi necessari per migliorare il sistema scolastico che ha bisogno di un cambiamento alla base. Infatti, c’è bisogno di soldi per rimettere in piedi molte strutture scolastiche denunciate dagli stessi studenti, perché impossibilitati a studiare in una scuola che cade a pezzi, ma anche per garantire alle famiglie meno agiate borse di studio e buoni per oggetti scolastici essenziali per lo studente.

Queste problematiche aumentano anche il mal contento negli studenti, che iniziano ad avere basse motivazioni nei confronti dello studio, si riscontra un grande aumento dello stress e della depressione, cosa che si è accentuata dopo la pandemia. Ciò è legato non solo al brutto periodo passato ma anche al sistema scolastico che riempie gli studenti di lavoro da fare. Secondo uno studio elaborato da WeWorld il sistema scolastico italiano è uno dei più stressanti al mondo e quelli che dedicano più tempo allo studio con 50 ore di studio settimanale, ore che a lungo andare portano ad un alto livello di stress e malessere.

In Sardegna la situazione non si distacca di molto. Tanti studenti non si ritrovano nella scuola, e in una stima del 2021 elaborata da Openpolis il 13,2% in Sardegna ha abbandonato gli studi rispetto al 4,2% della media nazionale e si ritrova anche un grande divario educativo negli apprendimenti in classe. Con i soldi del PNRR la regione intende investire 16,25 milioni di euro per il sistema scolastico sardo, costruendo e ristrutturando scuole per tutto il territorio della regione.

Tratte le nostre conclusioni come potremmo migliorare il nostro sistema scolastico?

Una delle soluzioni potrebbe essere quella di rimodulare il calendario scolastico, con la riduzione da tre mesi di vacanze estive a due e l’inserimento di pause distribuite in maniera più uniforme durante l’anno scolastico per mantenere, dunque, il numero totale di 200 giorni di lezione, consentirebbe agli studenti meno stress per via di compiti concentrati tutti su un unico periodo. Questo garantirebbe maggiore continuità didattica e relazionale, prevenendo la perdita di competenze e l’abbandono scolastico.

*Francesca frequenta la terza scientifico di La Maddalena,
 

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