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Connessi in modo permanente, nei social la realtà virtuale è più reale di quella fisica

di Francesco Sanna*
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Tutto ciò che i cosiddetti leoni da tastiera fanno protetti da uno schermo ha ripercussioni nella vita reale. Un altro comportamento “tossico” creato dai social network è la pubblicazione compulsiva di contenuti privati

26 gennaio 2024
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I social sono parte integrante della nostra vita, ci permettono di condividere attimi, connetterci con gl i amici, fare nuove conoscenze. Ovviamente hanno lati positivi e negativi, quelli positivi sono tanti, ma come ogni cosa bella, c’è sempre qualcuno che esagera e ne diventa dipendente, rovinando l’esperienza degli altri utenti. È ormai noto che i social creano una forte dipendenza e “incitano” le persone ad un uso ossessivo-compulsivo. In tanti usano i social come mezzo di offesa contro delle persone, che dal loro punto di vista, sono “ridicole”. Queste persone non hanno alcuno scrupolo e usano ogni mezzo a loro disposizione per denigrare ferocemente gli altri. Questo fenomeno ha un nome ben preciso: leoni da tastiera. È molto facile parlare da dietro a uno schermo, ci si sente invincibili alle ripercussioni che potrebbero avere se dovessero fare questo genere di cose davanti a quelle persone. Invece ormai è chiaro che tutto ciò che ha ripercussioni nella vita “fisica”. Di fatto la realtà virtuale è più reale della realtà fisica. Un altro comportamento “tossico” creato dai social network è la pubblicazione compulsiva di contenuti privati. Sia chiaro: ognuno è libero di fare ciò che vuole con la propria vita privata. Queste persone però, creano tutto il loro personaggio sulla loro vita privata. A volte mi capita di vedere alcuni soggetti, che noi giovani chiameremmo ironicamente “rimasti” che si millantano di avere migliaia di followers sui social e di spendere tutti i loro soldi in modo insensato, spesso invitando gli stessi followers a emularli. Queste persone guadagnano sulle spalle di chi interagisce con i loro contenuti, ma chi davvero ci guadagna sono le compagnie di “social marketing” che aumentano la popolarità di queste persone. Forse il problema dietro a tutto questo siamo noi, ma forse lo sappiamo e facciamo finta di niente.

*Francesco studia al liceo scientifico sportivo Canopoleno di Sassari
 

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