Surrau, in cantina non solo vino: cultura e tradizione nel cuore della Gallura
Tino Demuro: l’azienda produce ad Arzachena 600 mila bottiglie, vermentino Docg ma anche cannonau, carignano e bovale
Una cantina può essere il puro e semplice stabilimento dove si produce il vino, oppure può essere molto di più: ad esempio, un presidio di cultura, il punto di incontro tra l’uomo che lavora la terra e il bagaglio di storia, tradizione e conoscenza che quella stessa terra esprime. A suo modo, può essere un santuario della memoria, ma anche un piccolo museo d’arte dove ospitare mostre nell’auditorium o a cielo aperto, tra i filari d’uva. Surrau appartiene a questo genere di cantina intesa come luogo di cultura e lo hanno scoperto gli studenti dell’istituto tecnico commerciale e amministrativo per il turismo Panedda e dell’istituto tecnico Deffenu – entrambi di Olbia ed entrambi partner del progetto La Nuova @Scuola” – che in due distinte visite si sono avvicinati al mondo del vino lasciandosi incantare dal fascino irresistibile che lo circonda.
Surrau – il nome della cantina è il toponimo che identifica la valle, nel territorio comunale di Arzachena, dove furono impiantati i primi vigneti all’inizio di questo secolo, esattamente nel 2001 – oggi è un nome famoso in Sardegna, in Europa e anche nel mondo, grazie al vino. La famiglia Demuro di Arzachena, proprietaria dei vigneti e della cantina, da sempre si è occupata di viticoltura. Soprattutto Tino Demuro, uno dei titolari-amministratori, è la mente, l’anima e il cuore di Surrau. Imprenditore coraggioso, tenace, appassionato e lungimirante, ha costruito un’azienda modello, ultramoderna e tecnologicamente innovativa, che lavora su 8 appezzamenti di terreno (complessivamente 70 ettari), tutti ad Arzachena e tutti nelle immediate vicinanze della costa, esposti alla brezza di maestrale. È il regno del vermentino, l’uva bianca che garantisce alla Gallura l’unica denominazione di origine controllata e garantita della Sardegna. È il vitigno simbolo del territorio, però Surrau non è solo vermentino, ma anche vino rosso di uve cannonau, carignano, bovale sardo (muristellu) e caricagiola. La cantina produce 600 mila bottiglie di vino e ne vende 510 mila (il dato è riferito al 2022). I visitatori, sempre nel 2022, sono stati 20 mila.
La narrazione del lavoro in cantina è una storia appassionante. Dall’accoglienza alla visita guidata della cantina, lo stesso Tino Demuro e il suo staff (Alessandro Pedini, Silvia Baratella e l’enologo Mariolino Siddi) raccontano agli studenti la storia e la struttura dell’azienda, i suoi prodotti d’eccellenza, i processi di lavorazione dell’uva e poi del vino. Attentissimi i ragazzi della classi 3ªA e 3ªC dell’indirizzo turistico dell’istituto Panedda guidato dalla dirigente Giuseppina Pino. Referente del progetto "la Nuova @Scuola" è la docente Manuela Menta e la visita alla cantina Surrau per la scuola è stato il primo incontro di quest'anno. Gli studenti erano accompagnati dalle insegnanti Rosa Angela Selloni (discipline turistiche e aziendali), Maria Elisabetta Salis (lingua inglese) e Alberta Peddio (arte e territorio).
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