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Treviso, due giovani sardi salvano una coppia e il loro cane da un appartamento in fiamme: la storia degli eroi Francesco e Christina

di Nadia Cossu
Treviso, due giovani sardi salvano una coppia e il loro cane da un appartamento in fiamme: la storia degli eroi Francesco e Christina

Le fiamme sarebbero state appiccate al culmine di una lite con la convivente, il presunto responsabile è stato arrestato per incendio doloso

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Treviso Le urla hanno squarciato il silenzio, poi il fumo nero, così denso da rendere impossibile vedere a pochi passi, e le fiamme che in pochi istanti hanno divorato un appartamento.

È in quei momenti che Francesco Pischedda e Christina Pinna, due giovani originari di Bosa e residenti a Treviso, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. Lui è entrato per tre volte nell'abitazione in fiamme, salvando una coppia e il loro cane. Lei ha dato l'allarme e ha fatto evacuare l'intero condominio bussando porta dopo porta.

L’incendio è divampato sabato in via Castaldi, a Treviso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato al culmine di una violenta lite tra due conviventi. Un uomo di 55 anni, poi arrestato con l’accusa di incendio doloso, avrebbe cosparso di acquaragia il materasso della camera da letto prima di appiccare il fuoco. Nel giro di pochi minuti le fiamme hanno invaso l'appartamento e una densa colonna di fumo si è alzata sopra la città, visibile anche a chilometri di distanza.

Francesco e Christina stavano appena rientrando a casa. «Io sono un Oss e Christina era venuta a prendermi al lavoro. Ero fuori che fumavo una sigaretta, mentre lei stava chiudendo la porta di casa. All’improvviso ha sentito delle urla disumane provenire dall'appartamento accanto, sul nostro stesso pianerottolo. La porta continuava ad aprirsi e a chiudersi». A quel punto non c'è stato tempo per riflettere. «Ho dato uno spintone alla porta e sono entrato. Dentro era tutto buio, le luci erano spente e la casa era completamente invasa da un fumo nero e densissimo. Il fuoco era già nella camera da letto».

In mezzo al caos Francesco sente le grida della donna. «Continuava a ripetere: "Ha messo fuoco lui", indicando il compagno». La prima persona a essere portata fuori è stata proprio la donna. «L'ho presa di peso e l'ho accompagnata all'esterno. Le fiamme stavano già diventando altissime». Ma il giovane bosano decide di rientrare. «Sono entrato una seconda volta per cercare lui e sono riuscito a trascinarlo fuori».

Mentre Francesco affrontava il fumo e il fuoco, Christina si occupava di tutto il resto. Ha chiamato immediatamente il 112 e i vigili del fuoco, quindi ha iniziato a bussare a tutte le porte del condominio per avvertire i residenti del pericolo e far evacuare lo stabile.

Laureata in Lingue all’Università di Sassari, ha poi conseguito la laurea magistrale in Environmental Humanities all’Università Ca' Foscari di Venezia. In quei concitati minuti ha mantenuto lucidità e sangue freddo, contribuendo in maniera decisiva alla messa in sicurezza degli altri condomini. Ma Francesco sapeva che nell'appartamento mancava ancora qualcuno. «Sono entrato una terza volta per cercare il cane. Era immobile sul divano. Sono riuscito a prenderlo e a portarlo fuori appena in tempo».

Solo dopo l'arrivo dei soccorsi la coppia ha realizzato quanto fosse stato vicino il pericolo. «Non ci siamo resi conto subito di quello che stava succedendo. Se fossero passati altri cinque minuti saremmo rimasti intrappolati anche noi». Quando sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, la polizia di Stato e il personale del Suem 118, gran parte dell’evacuazione del palazzo era già stata completata grazie all'intervento dei due giovani.

La donna soccorsa è rimasta lievemente intossicata ed è stata trasportata all'ospedale Ca' Foncello per accertamenti, mentre l'appartamento è stato dichiarato inagibile. I vigili del fuoco sono tornati per completare le operazioni di messa in sicurezza. Le conseguenze dell'incendio hanno interessato anche l'abitazione di Francesco e Christina, confinante con quella devastata dalle fiamme. «La loro casa è completamente distrutta. La nostra è stata ispezionata dai vigili del fuoco: ci sono alcune crepe sui muri e sono ancora in corso tutte le verifiche».

Il gesto dei due giovani non è passato inosservato. L'ex presidente della Regione Veneto ed ex ministro, Luca Zaia, ha voluto dedicare loro un messaggio pubblico sui propri canali social. «Senza Francesco e Christina l'incendio avrebbe quasi certamente avuto conseguenze drammatiche», ha scritto, ringraziando anche vigili del fuoco, polizia di Stato e personale del Suem 118, ma definendo i due giovani «un esempio di altruismo e di coraggio che rende orgoglioso il Veneto».

Una definizione che Francesco e Christina probabilmente non avrebbero mai cercato. Davanti a quelle urla hanno semplicemente fatto ciò che ritenevano giusto. E quel coraggio, in pochi minuti, ha fatto la differenza tra la vita e la tragedia.

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