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Un palestinese e un ebreo: dall'odio alla pace per tutti

di Matilde Meloni*
Un palestinese e un ebreo: dall'odio alla pace per tutti

Nella società contemporanea è evidente la necessità costante di avere un avversario, un nemico, non solo nella vita quotidiana, ma anche in altri contesti come la politica, lo sport, il lavoro. Un importante riflessione arriva dal libro "Apeirogon" di Colum McCann dove si mostra la strada scelta da due padri su fronti contrapposti ma uniti dall'immenso dolore di aver perso le rispettive figlie

29 marzo 2024
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Umberto Eco, noto intellettuale italiano, nel corso della sua carriera ha affrontato un pensiero apparentemente paradossale, ovvero quello del "costruire un nemico". Secondo Eco, la creazione di un nemico immaginario è fondamentale, in quanto ci procura un ostacolo rispetto al quale misurare i nostri valori. Nella società contemporanea è evidente la necessità costante di avere un avversario, un nemico, non solo nella vita quotidiana, ma anche in altri contesti come la politica, lo sport, il lavoro.

Eco sostiene che la creazione di un nemico venga utilizzata dai governi e dai media per manipolare l'opinione pubblica. Avere un nemico contro cui schierarsi giustificherebbe delle scelte politiche che potrebbero suscitare scalpore se non ci fosse una reale motivazione.

Questa figura può essere usata per portare consenso e può contribuire a definire l'identità di un gruppo: essere contro qualcuno o qualcosa instaura un senso di appartenenza e solidarietà tra coloro che condividono lo stesso pensiero. Vi sono diverse strategie per la creazione di un nemico, come la generalizzazione, l'uso di stereotipi e pregiudizi, oppure una delle strategie più frequenti, la manipolazione mediatica. I media hanno un ruolo fondamentale nella costruzione del pensiero di un individuo, ci forniscono delle informazioni che dovrebbero essere del tutto neutrali, ma purtroppo non sempre è così. Infatti è semplice imbattersi in notizie false o distorte ed è altrettanto semplice crearle. Attraverso una scelta selettiva delle informazioni si possono creare narrazioni totalmente distorte.

Facciamo un esempio dalla questione israelo-palestinese, una delle dispute più complesse e controverse dell'era moderna. Nel corso degli anni si è sviluppata una narrazione distorta che ha contribuito ad alimentare il conflitto e ad influenzare sempre di più l'opinione pubblica. Questa disputa ci viene presentata da tre tipi differenti di narrazione: quella sionista, quella palestinese ed infine quella internazionale.

Il sionismo è un movimento politico che ha portato alla creazione dello Stato di Israele nel 1948. La narrazione sionista enfatizza il diritto degli ebrei a uno stato nazionale, minimizzando le conseguenze per la popolazione palestinese come l'espropriazione delle terre, e tende a dipingere lo Stato di Israele come vittima costante di attacchi terroristici. Dall'altra parte però, la narrazione palestinese è concentrata sulla resistenza all'occupazione israeliana e sulla lotta per il diritto di autodeterminazione. Anch'essa minimizza gli attacchi terroristici palestinesi e le violenze dei gruppi estremisti e tende a dipingere gli israeliani come aggressori colonialisti, ignorando il diritto di Israele a esistere come stato sovrano. E infine arriviamo alla narrazione internazionale che ha spesso adottato una prospettiva distorta e favorevole ad una delle due parti, a seconda degli interessi politici ed economici, contribuendo a perpetuare un conflitto per oltre 75 anni.

Il conflitto arabo-palestinese è illustrato nel libro "Apeirogon" di Colum McCann, che ci permette di comprendere i lati nascosti e le conseguenze della violenza che affligge i due popoli coinvolti. La scelta del titolo non è casuale poiché il poligono composto da tanti lati rappresenta gli elementi di conflitto che oppongono i due popoli che abitano la stessa terra.Bassam Aramin, palestinese, e Rami Elhanan, israeliano, non pensano di avere nulla in comune. Le differenze sostanziali sono tante, ma un solo sentimento è riuscito a legare persone così distanti: due padri cresciuti agli estremi opposti della stessa terra si trovano a dover affrontare la tragedia comune dell’uccisione delle loro figlie per mano dei loro rispettivi “nemici”.Nonostante la loro diversità, i due uomini, che condividono lo stesso dolore, instaurano un'amicizia intramontabile e decidono di trasformare la sofferenza e l’odio in attivismo per promuovere quella pace che tutti i bambini di quell'unica terra meritano, ma che non hanno mai conosciuto (nella foto un graffito di Bansky a Betlemme)

Matilde Meloni, VA AFM, ITCG Deffenu, Olbia



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