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Ucciso a fucilate sotto casa Santa Giusta Francesco Salis assassinato al termine di una lite Il dramma della compagna: «Erano amici, perché gli ha sparato?»

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Ucciso a fucilate sotto casa Santa Giusta Francesco Salis assassinato al termine di una lite Il dramma della compagna: «Erano amici, perché gli ha sparato?»

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i Ilenia Mura Inviata a Santa Giusta «Me lo spari in pancia, che bisogno c’era di arrivare a questo, con Andrea erano amici, sono sempre andati d’accordo». Poche parole strozzate in gola, la compagna della vittima, sta morendo di dolore: non si dà pace, non capisce perché il suo uomo sia stato ucciso da quello che considerava un buon amico. Venerdì sera, via Dante numero 12, poco prima di mezzanotte, Andrea Giuntoli, 44 anni, anche lui del paese lagunare a pochi chilometri da Oristano, prima di sparare a distanza ravvicinata con un fucile caricato a pallini all’amico compaesano 45enne Francesco Salis, avrebbe fatto degli apprezzamenti non graditi alla nipote della vittima, la 24enne Caterina. Così la lite si è scatenata a pochi metri dalle abitazioni dei due, al termine di una serata trascorsa in un locale al centro del paese. Giuntoli fa i complimenti alla ragazza, lo zio non apprezza i commenti, l’amico reagisce, la discussione prende una brutta piega. Gli amici si danno appuntamento in via Dante. Salis arriva armato di bastone. L’arma da fuoco che Giuntoli sarebbe andato a prendere nella sua abitazione in via Giotto, a poche centinaia di metri da via Dante, spunta dopo lo scontro a quanto pare ripreso dalle telecamere sulla via. Un colpo secco è bastato ad uccidere Francesco Salis, morto durante il trasporto all’ospedale san Martino di Oristano per la grave ferita riportata all’addome. L’accusa di omicidio volontario, ieri mattina, ha portato Giuntoli dritto in carcere. Francesco Salis, dal carcere di Massama, invece, era uscito nel 2021: aveva appena finito di scontare un cumulo di pene con l’affidamento in prova per i reati commessi in gioventù. A raccontare dinamica e fatti antecedenti l’omicidio, sarebbe stata, in caserma, ieri, anche la giovane Caterina, sotto choc, che aveva trascorso la serata con lo zio. Giuntoli, sottoposto alla prova dello stub, utile per rilevare i residui di uno sparo, dopo le testimonianze raccolte dagli investigatori che hanno setacciato anche la sua abitazione in via Giotto, è stato arrestato. Si dovrà attendere per i risultati dell’autopsia sul corpo della vittima. Francesco Salis aveva 44 anni, era figlio di un allevatore scomparso qualche anno fa, molto ben voluto in paese. Residente a Santa Giusta viveva in via Manzoni, poco distante da via Dante, la strada in cui è stato ucciso. In passato aveva avuto qualche problema con la giustizia. Un passato movimentato il suo, tanto è vero che qualche anno fa era stato vittima di un agguato: attirato in una trappola da alcuni sconosciuti, era stato picchiato e lasciato in fin di vita lungo la strada che da Santa Giusta conduce a Palmas Arborea. In questi giorni, Francesco Salis, dopo aver scontato la pena per i reati commessi, aveva riacquistato la libertà. Venerdì sera l’omicidio si è consumato al termine di una serata fra amici. Una banalissima lite avrebbe provocato la tragedia lasciando l’intero paese sotto choc. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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