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Cure pediatriche la terapia intensiva nell’isola diventa realtà Firmato l’accordo tra il Brotzu e il Bambin Gesù di Roma Entro fine anno i primi 4 posti letto, a regime diventeranno 6

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Cure pediatriche la terapia intensiva nell’isola diventa realtà Firmato l’accordo tra il Brotzu e il Bambin Gesù di Roma Entro fine anno i primi 4 posti letto, a regime diventeranno 6

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i Massimo Sechi Sassari La Sardegna avrà finalmente una unità operativa di terapia intensiva pediatrica. Una novità attesa da tempo e che diventerà realtà entro la fine dell’anno nella struttura ospedaliera di San Michele a Cagliari. Nei giorni scorsi la firma di un accordo tra l’Arnas Brotzu e l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma ha dato un’accelerazione decisiva ad un progetto fondamentale per l’isola. Fino ad oggi, infatti, molti bambini con patologie acute gravi o che dovevano essere sottoposti a interventi chirurgici complessi o malattie rare venivano indirizzati nei centri della penisola. Con il nuovo reparto, una parte importante di questi piccoli pazienti potrà invece essere assistita in Sardegna, riducendo i trasferimenti fuori regione e garantendo una risposta più rapida, soprattutto nelle situazioni di maggiore urgenza. Nella prima fase la Terapia intensiva e semi-intensiva pediatrica sarà dotata di quattro posti letto intensivi e verrà collocata in una zona centrale dell’ospedale, vicino ai servizi pediatrici, ai supporti specialistici e in contiguità con il pronto soccorso pediatrico. Una scelta organizzativa che punta a rendere più veloce e coordinata l’assistenza dei bambini gravi provenienti dal territorio. L’accordo con il Bambin Gesù servirà anche a costruire il reparto sul piano clinico e professionale. Da aprile partiranno gruppi di lavoro congiunti per definire protocolli, priorità assistenziali e percorsi comuni. Medici anestesisti-rianimatori e infermieri del Brotzu saranno coinvolti in programmi di formazione specialistica a Roma, con addestramento sul campo e certificazione istituzionale. Nella fase di avvio, inoltre, un gruppo di professionisti del Bambin Gesù affiancherà il personale a Cagliari per sostenere l’apertura della nuova unità e assicurare standard elevati di sicurezza e qualità delle cure. L’obiettivo, in prospettiva, è curare nell’isola tutti i bambini che non hanno bisogno di trattamenti ultra specialistici di terzo livello, riservando i trasferimenti solo ai casi davvero più complessi. Una particolare attenzione è rivolta anche alle cure peri operatorie per gli interventi chirurgici più delicati, oggi possibili solo dove esiste una terapia intensiva pediatrica, e al cosiddetto back transport: il rientro in Sardegna dei piccoli pazienti operati o trattati altrove, per proseguire qui la fase post operatoria, la riabilitazione e il resto del percorso di cura. «Si tratta di un obiettivo che abbiamo perseguito con determinazione per garantire ai bambini e alle famiglie sarde cure adeguate senza dover affrontare viaggi complessi e spesso rischiosi verso altre regioni – ha detto la presidente della Regione Alessandra Todde–. Questo accordo testimonia la nostra volontà di investire su competenze, qualità e collaborazione con le migliori eccellenze nazionali». Per Il direttore generale dell’Arnas Brotzu Maurizio Marcias l’intesa con il Bambin Gesù «è un passo decisivo per ampliare l’offerta assistenziale e garantire ai pazienti sardi l’accesso alle migliori competenze nazionali, mantenendo al centro la qualità e la sicurezza delle cure». Per il Bambin Gesù l’accordo è stato firmato dal presidente Tiziano Onesti e dal direttore sanitario Massimiliano Raponi: «La collaborazione con il Brotzu – hanno commentato i rappresentanti della struttura sanitaria della Capitale – rafforza la missione dell’ospedale nel diffondere competenze pediatriche avanzate su tutto il territorio nazionale, favorendo percorsi condivisi e innovativi».

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