Pericolose le strade ferrate Cabiròl e Giorré: la Procura di Sassari apre due inchieste
Una perizia delle guide alpine boccia le pareti per l'arrampicata di Capo Caccia e Cargeghe «costruite fuori norma, con ancoraggi corrosi e malsicuri». Altre aree saranno controllate, in Sardegna le ferrate sono 25
ALGHERO. «Le ferrate del Cabiròl e del Giorré sono realizzate senza rispettare le norme, senza garanzie di resistenza dei materiali, con ancoraggi corrosi e infissi in modo inappropriato, senza garantire la sicurezza, in una struttura rocciosa con evidenti segni di fratturazioni e instabilità superficiali, ma probabilmente anche in profondità, in un'area che per il Piano di assetto idrogeologico della Regione è a rischio frana molto elevato».
Lo dice la relazione stilata dalla Commissione abusivismo del Conagai, il Collegio nazionale delle guide alpine italiane, in base alla perizia dei propri incaricati sulla via ferrata del Cabiròl di Capo Caccia, ad Alghero, e sulla via ferrata di Giorré, a Cargeghe.
La Procura di Sassari ha aperto l'inchiesta sollecitata dalla guardia di finanza di Sassari. La chiusura della via ferrata del Cabiròl, decisa dal sindaco di Alghero Mario Bruno, porta alla luce il clamoroso sviluppo di una vicenda che consentirà di fare chiarezza sulla situazione delle circa 25 vie ferrate presenti nell'isola.
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