Un convegno sul ruolo degli specialisti ambulatoriali
ALGHERO. «Rafforzare la presenza degli specialisti ambulatoriali nel territorio per garantire un servizio migliore, ridurre la spesa pubblica e abbattere il numero dei ricoveri e degli accessi ai...
ALGHERO. «Rafforzare la presenza degli specialisti ambulatoriali nel territorio per garantire un servizio migliore, ridurre la spesa pubblica e abbattere il numero dei ricoveri e degli accessi ai reparti di pronto soccorso degli ospedali». È la missione del Sumai-Assoprof, il sindacato degli specialisti ambulatoriali, al quale in Italia e in Sardegna aderisce quasi il 90% dei professionisti della sanità che lavorano nei poliambulatori.
Il ruolo della specialistica ambulatoriale nell’organizzazione della sanità territoriale è il tema cui il Sumai dedicherà il proprio congresso regionale, in programma domani all’Hotel Calabona di Alghero, nell’ambito delle attività di formazione permanente del Sifop. I lavori, il cui inizio è fissato per le 8.30, saranno aperti dal segretario regionale del Sumai, Giovanni Mario Diana.
È stato invitato anche l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru. Seguirà la relazione della dottoressa Patrizia Spillo, dedicata ai temi della comunicazione, e il dibattito sul ruolo della medicina veterinaria rispetto alla salute delle persone. Il congresso riprenderà nel pomeriggio con il confronto su un altro tema di strettissima attualità: la responsabilità professionale in ambito sanitario. A introdurre l’argomento sarà Ennio Profeta, amministratore delegato Gps s.p.a., partner di Consulcesi e Sanitariassicura.
Sebbene se ne parli poco, gli specialisti ambulatoriali rappresentano un’importante componente della medicina pubblica, a metà strada tra quella di base e quella ospedaliera. «Il loro lavoro è limitato da burocrazia e mancanza di risorse, come quelle necessarie per fornire gli ambulatori di strumentazioni adeguate e per assicurare più operatori al loro interno. Non chiediamo la costruzione di nuovi poliambulatori o chissà quali investimenti», afferma il segretario nazionale del Sumai, Roberto Lala. In Sardegna gli specialisti – medici, biologi, veterinari e psicologi – sono quasi seicento. Attualmente l’impegno dell’organizzazione sindacale è rivolto al tentativo di instaurare un dialogo con la Regione e le Aziende sanitarie, «per pianificare insieme una più efficiente sanità pubblica nell’isola, specie in tempi in cui si riducono i posti letto e si tagliano i servizi sanitari essenziali nelle piccole realtà, senza neanche consultare chi ci lavora quotidianamente.
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