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Alghero

Bruno ai comunali: il progetto è valido ma ha bisogno di voi

di Gianni Olandi
Bruno ai comunali: il progetto è valido ma ha bisogno di voi

Confronto aperto senza uso eccessivo di bastone e carota Il sindaco ha poi detto che non ci saranno colate di cemento

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ALGHERO. La sala del vecchio Teatro si è riempita in fretta ieri mattina per l'incontro ufficiale tra il nuovo sindaco Mario Bruno e la burocrazia comunale. Un incontro che, nelle intenzioni del sindaco, doveva servire per guardarsi negli occhi e soprattutto capirsi. «Noi potremo costruire un progetto politico magnifico per la città – detto il sindaco a dirigenti, funzionari, tecnici, impiegati, vigili urbani presenti all'incontro – ma senza la vostra collaborazione non avrebbe un futuro certo». È forse la prima volta che un sindaco appena eletto incontro i dipendenti comunali per un confronto aperto e Bruno, evitando di salire su un piedistallo, lo ha fatto in modo semplice, con onesta intellettuale, senza fare uso eccessivo di bastone e carota, ma riferendo della situazione esistente.

«Dobbiamo smontare intanto un luogo comune, quello del torpore del Palazzo, quello che se non lo fai oggi lo puoi sempre fare domani. È vero che abbiamo il freno a mano tirato, ma è altrettanto vero, e ne sono convinto, che abbiamo ora la possibilità di valorizzare la nostre risorse umane, che sono tante, per un rilancio complessivo della azione amministrativa anche a livello tecnico burocratico. Il cittadino ci pone domande: noi dobbiamo dare risposte, se possibile, in tempo reale. Non è una utopia, non è un sogno, è un percorso che abbiamo a portata di mano».

Bruno ha parlato poi delle emergenze, dall'igiene urbana alla viabilità, al decoro, al verde in stato di abbandono. Ha giustificato i tormenti che giungono dalle borgate per una sorta di riscatto autonomistico come nel caso dell'iniziativa del nuovo comune di Porto Conte. « Hanno ragione: si sentono abbandonati».

Ma il nuovo sindaco di Alghero durante l'incontro con l'apparato amministrativo è andato oltre un semplice scambio di idee con quelli che saranno i suoi collaboratori.

Ha fatto esplicito riferimento a temi che saranno certamente oggetto delle sue dichiarazioni programmatiche previste per la riunione del consiglio comunale che si terrà venerdì alle 10, nel corso della quale riferirà anche delle nomine di giunta.

«Siamo certi che in questa città occorrono nuovi alberghi visto che la maggior parte resta chiusa per sei mesi all'anno ?». Un primo sasso in piccionaia. «Alghero ha bisogno di tante volumetrie in edilizia quando i rilevamenti statistici ci informano che il 50 per cento dell'esistente non è utilizzato ?». E ancora. «Ci possiamo permettere questa abbondanza di case disabitate quando centinaia di famiglie che occupano tutto ciò che è occupabile, violando la legge e commettendo reato, perché non hanno casa?». Pensieri precisi, perfino rivoluzionari per alcuni versi, che lasciano intendere che il nuovo sindaco non ha cambiali da pagare.

«Alghero deve diventare ancora più bella – ha detto ai “comunali” sulle poltroncine rosse del Teatro – e non dobbiamo andare a cercare risorse umane e professionali fuori città, le abbiamo in casa, dobbiamo soltanto valorizzarle, metterle in condizioni di lavorare al meglio in un contesto di collaborazione totale, tra noi amministratori pro tempore, e voi che siete la memoria operativa della città perché ne avete la conoscenza diretta ».

Bruno ha fatto poi ricorso a un ragionamento nel quale ha parlato di “giustizia sociale”, usando un linguaggio molto morbido ma che nell'essenza del significato ha voluto dire che in questa città sono state realizzate importanti ricchezze, costruiti patrimoni immensi ma che le ricadute sono rimaste nelle mani di pochi fortunati. Eppure il valore aggiunto della città è un patrimonio di tutti.

Un ragionamento che nel corso di un incontro svoltosi recentemente a Monte Agnese ha fatto anche il vescovo Mauro Maria Morfino. In entrambi i casi il destinatario del messaggio era il mondo delle imprese in generale, e di alcune in particolare. Bruno rivolgendosi ai dipendenti comunali ha citato anche un dato terrificante: «Abbiamo 12.500 disoccupati, abbiamo un progetto, aiutatemi a realizzarlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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