La Nuova Sardegna

Alghero

«Chi governa il Parco deve essere stipendiato»

di Gianni Olandi
«Chi governa il Parco deve essere stipendiato»

La decisione spetta al consiglio comunale ma ci sarebbe un accordo trasversale L’appannaggio era stato abolito dall’attuale presidente, Stefano Lubrano

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ALGHERO. Il consiglio comunale sarà chiamato, prima o poi, ad affrontare la questione relativa al rinnovo degli organi statutari, presidente e due consiglieri di amministrazione, del Parco regionale di Porto Conte . L'assemblea civica infatti è l'organismo base dell'area naturale con la specifica previsione che i membri del consiglio di amministrazione debbano essere consiglieri comunali. La partita è indubbiamente entrata nel malloppo della spartizione della coalizione al governo della città che ha recentemente vinto le elezioni. Ci sarebbe perfino una indicazione di massima sul futuro presidente anche se ancora presunto. Ma a parte quest'ultima indicazione, comunque non semplice, il consiglio dovrà farsi carico di un'altra questione che appare complessa e a rischio di possibili strumentalizzazioni di parte. Quella dei compensi per il consiglio di amministrazione. Come si ricorderà il sindaco dell'epoca, attuale presidente del Parco, Stefano Lubrano, aveva proceduto all'azzeramento dei compensi per la presidenza e i due consiglieri di amministrazione. E sempre per chi ha memoria vale la pena di ricordare che proprio quella controversa vicenda del parco fu la madre del durissimo confronto interno alla maggioranza, e al Pd in particolare, che una volta andato a maturazione ha provocato lo scioglimento anticipato dell'assemblea civica e il ritorno alle urne dei cittadini algheresi.

Sul ripristino dei compensi c'è un ragionevole accordo trasversale in quanto si ritiene legittimo che una persona indicata a coprire incarichi di responsabilità, e quindi a dedicare il proprio tempo, compreso quello lavorativo della professione svolta abitualmente, debba avere un riconoscimento di natura economica. Equilibrato, ragionevole ma comunque un compenso.

Su questa partita la politica cittadina potrebbe trarre elementi per un rinnovato scontro tra le parti, ancora prima della indicazione del presidente del Parco che dovrà essere indicato dal consiglio comunale. È questa una delle prerogative alle quali non dovrà fare fronte direttamente il sindaco Mario Bruno alle prese con quelle della società InHouse, della Secal, la società che riscuote i tributi comunali e della Fondazione Meta. Quindi proprio le nomine del Parco potrebbero riaccendere il clima politica che ancora respira l'atteggiamento tipico del “viaggio di nozze” della amministrazione in carica. Tra l'altro proprio dal parco di Porto Conte, il cui management non è in discussione, si attendono quelle risposte di promozione del territorio che fu, a suo tempo, una delle ragioni della sua istituzione. Promozione ma anche ricadute economiche e occupazionali secondo il principio della produzione di servizi. In questo contesto si inserisce un pesante ritardo da parte dello Stato, nel caso specifico il Ministero della Difesa, nel trasferimento dei beni immobili abbandonati da decenni e sottoposti all'usura del tempo e quindi al decadimento strutturale. Beni che una volta riqualificati potrebbero entrare “in produzione” anche sul fronte ricettivo.

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