«Basta con i tabù urbanistici, valorizziamo l’intero agro»
ALGHERO. Un piano di conservazione e valorizzazione della cosiddetta Bonifica storica algherese, ossia quei 9mila ettari di territorio agricolo (cui vanno aggiunti i 5mila del parco regionale...
ALGHERO. Un piano di conservazione e valorizzazione della cosiddetta Bonifica storica algherese, ossia quei 9mila ettari di territorio agricolo (cui vanno aggiunti i 5mila del parco regionale naturale di Porto Conte). Una variante urbanistica all’attuale Piano regolatore «che consenta il superamento di certi tabù» è insomma l’oggetto della mozione che i consiglieri comunali del Pd Enrico Daga e Mimmo Pirisi hanno presentato ieri mattina nella sede cittadina del Pd, in via Mazzini. I due rappresentanti dell’assemblea civica, all’opposizione, intendono infatti impegnare la giunta e il sindaco Mario Bruno (che si dichiara sostanzialmente d’accordo) a definire, di concerto con l’assessorato regionale all’Urbanistica, le modalità operative, i contenuti e le finalità, per elaborare e sottoporre all’approvazione del consiglio comunale, un progetto di per rilanciare dal punto di vista dello sviluppo economico l ’intera area della Nurra algherese. Tutto entro la fine dell'anno e in conformità con quanto previsto dalle Norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale del 2006, quello della giunta Soru.
«L’approvazione del Puc potrebbe farsi attendere aslmeno due anni - spiega Pirisi -, ma c’è la necessità degli abitanti dell’agro e di tutta la città di rendere fruttifere quelle aree agricole, che purtroppo sono bloccate da troppo tempo, tanto che si assiste a un inquietante spopolamento e abbandono del lavoro della terra». Per non parlare del fatto che da quelle parti, un Comitato di cittadini sta tenacemente portando avanti l’istanza per creare un nuovo comune (quello di Porto Conte) separato da Alghero. «È arrivato il momento di permettere a chi vive nell’agro di poter sviluppare l’economia del settore primario - aggiunge Enrico Daga -, ma anche di sfruttare a pieno i tantissimi finanziamenti comunitari finalizzati a questo tipo di iniziative. Non possiamo permetterci di perdere quei soldi destinati dall’Unione europea alla zootecnica e all’innovazione tecnologica per l’agricoltura». (a.m.)
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