La Nuova Sardegna

Alghero

L’indagato parla con il gip: «Non ho sparato a Mbaye»

di Andrea Massidda
L’indagato parla con il gip: «Non ho sparato a Mbaye»

Gianluca Vacca racconta al magistrato la sua verità sui fatti accaduti il 28 giugno Intanto un altro uomo avrebbe rivelato agli inquirenti le proprie responsabilità

2 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. «Ho deciso di consegnarmi ai carabinieri nel pomeriggio di venerdì scorso dopo aver appreso con certezza che ero ricercato. Ma anche se ho assistito alla sparatoria in via Cagliari, non sono stato io a usare la pistola che ha ferito l’ambulante senegalese». Gianluca Vacca, 22 anni, indagato con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco clandestina, durante l’interrogatorio di garanzia (ieri in una stanza del tribunale di Sassari) sceglie di non avvalersi della facoltà di non rispondere e racconta al giudice delle indagini preliminari Antonello Spano la sua verità sulla scena da far west accaduta in pieno centro nella notte di sabato 28 giugno, quando qualcuno ha fatto esplodere tre colpi di rivoltella colpendo Mbaye Dop, originario di Dakar, vivo soltanto per miracolo (il proiettile gli ha attraversato la coscia sfiorando l’arteria femorale). Con accanto il suo avvocato Elias Vacca, il ragazzo spiega al magistrato di non avere come unica colpa quella di essere stato presente alla scena. Un rifiuto delle accuse a suo carico che - a indagini ancora in corso - potrebbe anche non far notizia se non fosse che nel frattempo un altro uomo si sarebbe presentato agli inquirenti autoincolpandosi del reato contestato al giovane rinchiuso a Bancali.

Significa, in altre parole, che le indagini sono a un bivio: il sostituto procuratore Gianni Caria, titolare dell’inchiesta, potrebbe infatti decidere di non dar credito a questa versione alternativa e confermare le accuse forte delle testimonianze raccolte dai militari e soprattutto delle parole della vittima, che avrebbe riconosciuto in Gianluca Vacca il suo aggressore. Ma il pm potrebbe decidere di vederci chiaro e di tenere conto di questi nuovi sviluppi continuando l’indagine affidata ai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale in sinergia con i colleghi della compagnia cittadina.

Stando agli inquirenti, a incastrare Gianluca Vacca ci sarebbero prove schiaccianti. E non si tratta soltanto del fatto che Mbaye Dop sostenga di averlo riconosciuto coma autore della sparatoria. C’è di più: durante la perquisizione fatta nell’abitazione del giovane poche ore dopo l’episodio, i carabinieri hanno anche trovato, nascosta tra la biancheria sporca, una pistola compatibile con quella che ha ferito l’ambulante. E a questo punto i risultati della perizia biologica e dattiloscopica sull’arma potrebbero essere decisivi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative