Idee degli studenti per migliorare la città
I 137 allievi hanno rivisitato luoghi degradati, spazi pubblici dimenticati e hanno ridato nuova vita a queste aree
ALGHERO. “Progettarla per viverla meglio: 44 progetti per la città”. I 137 studenti della facoltà di Architettura che hanno partecipato al concorso di idee allestito dal dipartimento diretto da Bibo Cecchini ci hanno dato dentro, producendo elaborati che hanno interessato le aree e gli spazi pubblici più degradati della città, dando così stimolo a chi governa la città.
I ragazzi del corso di Urbanistica hanno sottoposto al giudizio di una commissione (formata da Marino Folin, Tiziana Costa, Alfredo Cucurutu, Gabriella Esposito, Maria Mininni e Paola Pittaluga) i loro lavori il cui premio finale era quello di buoni libro autofinanziati dagli stessi docenti.
Le direttrici del concorso erano tre: degrado opere pubbliche, disagio sociale e rarefazione culturale. Per la prima gli studenti Davide Casu, Enrico C. Dazzi, Giada Minutolo, Andrea Obino e Davide Perrotta hanno individuato il porto, dedicandosi a una rivisitazione complessiva, dalla viabilità, parcheggi, rimessaggio, ma dedicandosi in particolare a due aspetti di particolare pregio: una terrazza sulla struttura del mercato del primo pescato e un belvedere intorno al vecchio fanale del sottoflutto. Un progetto quest'ultimo che prevede la realizzazione di una terrazza intorno al fanale, circolare, con una leggera recinzione, coloratissima, capace di cancellare l'attuale aspetto di massi grigi, anonimi, confusi. Un intervento capace di dare a chi entra ed esce dal porto un saluto fresco, vivace, perfino allegro. Quello di una città accogliente e ricca di fantasia.
La seconda categoria del concorso di idee riguardava il degrado sociale sulla quale si sono cimentati gli studenti Valentina Licheri e Claudio Serra. La scelta è caduta sulla via Don Minzoni. L'arteria che collega il quartiere delle Pietraia con il resto della città. Un'area sottoposta a pressione dal traffico e dall'inquinamento dove convivono case popolari, verso l'interno, e interventi della speculazione verso il mare. Gli studenti hanno messo mano ai parcheggi, alleggerito la circolazione verso viale Europa, recuperato spazi pubblici abbellendoli, sistemato la piazza del mercato, alleggerendo i pesanti condizionamenti del traffico, riducendo così l'inquinamento dell'aria.
Il terzo dei progetti vincitori, realizzato da Haolin Xie, Antonella Melone, Marta Morittu ed Enrica Nonnis, interviene nella rarefazione culturale e disegna in buona parte della città tante “stazioni “di recupero della vivibilità. Una sorta di nastro culturale che dedica attenzione al verde, recupero delle aree in abbandono, ipotizza un parco urbano attrezzato e guarda per fini pubblici a un vasto spazio inutilizzato tra la via Lido e viale Europa.
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