Guerra dei tavolini, prevale il buonsenso
Niente atti di forza e proroga sino a giovedì nel blitz dei vigili urbani per l’ordinanza sul suolo pubblico
ALGHERO. Nessun commerciante incatenato e niente atti di forza da parte dei vigili urbani, ma soltanto una pacifica discussione e la decisione finale, da parte del Comune, di concedere ai titolari delle attività di ristorazione un’altra settimana di tempo per adeguarsi alla nuova ordinanza sulle concessioni del suolo pubblico. Ieri mattina, nella cosiddetta guerra dei tavolini, ha dunque prevalso il buonsenso. E le scene di panico che qualcuno si aspettava per fortuna non ci sono state.
Alle 8.30 in punto gli agenti della polizia locale, capitanati dal comandante Guido Calzia, si so no presentati nel primo tratto di via Garibaldi, cioè dove sette o otto locali, tra bar, ristanti e paninoteche, si contendo un largo marciapiedi sistemando i loro tavolini a tre metri di distanza dalla vetrina.
La ferma intenzione degli uomini in divisa era quella di far rispettare l’ordinanza emessa nel gennaio scorso dal commissario straordinario Antonello Scano. La stessa ordinanza che - con tanto di planimetria - ridisegna di fatto l’utilizzo di suolo pubblico concesso dal Comune per allestire ulteriori coperti sugli spazi davanti ai locali di quella frequentatissima zona del porto. Un provvedimento rimasto in stand by per sette mesi, ma ora applicabile senza più remore anche per via del pronunciamento della prima sezione del Tar di Cagliari, che ha respinto il ricorso presentato da un titolare del bar “Jò Pier”, il quale appunto chiedeva la sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza commissariale. Per il giudice amministrativo, però, il Comune ha agito correttamente perseguendo l’interesse pubblico primario. In sintesi, da ora in poi ogni titolare di un locale potrà occupare soltanto lo spazio prospiciente alla sua vetrina, senza sconfinare nell’area del concorrente. E dopo una breve discussione con i vigili tutti si sono impegnati a rispettare le nuove regole entro giovedì prossimo, il tempo tecnico per smontare i gazebo.
«Da tempo - dice il presidente di Confcommercio Massimo Cadeddu - abbiamo chiesto la riapertura del Piano del commercio, in quanto anacronistico e poco rispettato. Inoltre le autorizzazioni sinora rilasciate talvolta non tengono conto di alcuni principi stabiliti dal piano stesso, quali la prospicienza, la proiezione dell’ingresso e anche la proporzione tra spazio interno del locale e suolo esterno. (a.m.)
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