Azienda distrutta da un incendio doloso
I danni ammontano a centinaia di migliaia di euro. Il titolare aveva scontato una condanna per l’omicidio Di Marco
ALGHERO. Un incendio di chiara natura dolosa ha devastato una azienda di florovivaismo sulla Strada dei Due Mari in località Sa Segada. Il fuoco, che sarebbe stato appiccato in 4 punti diversi intorno alle 8,30 di ieri, ha raggiunto depositi, serre, magazzini di materiali d'uso, impianti, provocando danni ingenti calcolabili in diverse centinaia di migliaia di euro. Le fiamme hanno distrutto tutto ciò che hanno incontrato nel loro percorso. Lo stesso titolare della azienda, Mario Lunesu, è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell'ospedale civile, dove è stato trasportato con una ambulanza del 118, per un malore probabilmente causato da un principio di intossicazione da fumo oltre che dalla violenta reazione emotiva provocata dalla vista del suo lavoro andato in cenere. Sul posto hanno operato gli uomini del distaccamento dei vigili del fuoco di via Napoli che dopo alcune ore di lavoro e con diverse squadre e mezzi sono riusciti e domare le fiamme e a bonificare il sito. Sulle cause gli stessi vigili stanno predisponendo un rapporto che probabilmente interesserà anche l'autorità giudiziaria.
L'episodio è seguito anche dai carabinieri della Compagnia di Alghero, stazione e nucleo radiomobile, impegnati nelle indagini che tendono ad accertare soprattutto la dolosità dell'episodio. Il fatto che le fiamme si sarebbero mosse da quattro punti diversi accredita in modo indiscutibile il sospetto di un attentato che si poneva l'obiettivo di devastare l'azienda florvivaistica che negli ultimi tempo operava anche nel settore delle agenzie funebri. La contemporanea partenza dei quattro focolai sembra avere un disegno mirato visto che avrebbe di fatto circondato serre, edifici e depositi, rendendo estremamente difficile anche l'operazione di spegnimento del fuoco.
I danni sono ingenti e l'incendio dell'azienda rappresenta una brutta mazzata per l'imprenditore che si stava riprendendo dopo una vicenda personale che l'aveva coinvolto una ventina di anni orsono nell'omicidio Gianni Di Marco, l'agente delle pompe funebri ucciso sul piazzale dell'ospedale civile, per la quale aveva scontato diversi anni di carcere essendo stato accusato e condannato per essere il mandante di quel drammatico episodio. L'incendio ha praticamente azzerato la capacità produttiva dell'azienda dove oltre al titolare e ai familiari, lavoravano alcuni dipendenti. Da una prima valutazione sulla dinamica dell'episodio, le indagini dei carabinieri si presentano particolarmente complesse. La vicenda costituisce , per questo tipo di azioni delittuose, una novità visto che nel corso degli ultimi anni non si erano verificati attentati incendiari di queste proporzioni.
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