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Alghero

Porto Conte, un direttivo più snello

di Gianni Olandi
Porto Conte, un direttivo più snello

La proposta di legge presentata dal consigliere regionale Marco Tedde e dal gruppo di FI per la gestione del Parco

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ALGHERO. Presidente che non deve essere espressione del consiglio comunale, eliminazione del comitato direttivo, assemblea ridotta da 25 a 9 consiglieri, un solo revisore dei conti, compensi dimezzati rispetto a quelli del sindaco e consiglieri comunali. Sono alcuni degli aspetti della proposta di legge presentata dal consigliere regionale Marco Tedde, e sottoscritta dall'intero gruppo di Forza Italia, per il Parco di Porto Conte. Una sorta di cura dimagrante per la riserva naturale di Casa Gioiosa che l'ex sindaco si affretta a precisare: «Non solo, si tratta di assegnare all'ente un assetto più dinamico e produttivo».

La proposta di legge pone anche altri obiettivi oltre alla “snellezza” degli apparati politici: «Inserire una specifica norma – precisa l'ex sindaco – che assegna al Parco di Porto Conte le stesse risorse che vengono assegnate agli altri parchi regionali, uno stanziamento adeguato alle esigenze di tutela, valorizzazione e promozione, che solo con un supporto finanziario dignitoso e certo consentirà al Parco di svolgere le funzioni di volano del territorio».

Marco Tedde aggiunge: «È evidente che il consiglio direttivo in carica decadrà alla data di entrata in vigore della legge e i consiglieri e gli assessori comunali che abbiamo eventualmente assunto la carica precedentemente alla norma saranno incompatibili».

Resta comunque attivo il concetto che sarà la politica, il consiglio comunale, a indicare ed eleggere il presidente il quale per i compiti di programmazione e indirizzo potrà contare, oltre che sullo staff tecnico e dirigenziale della riserva, sulla assemblea che sarà formata da 9 consiglieri comunali tra i quali dovranno essere presenti espressioni della maggioranza. La proposta costituisce per il Parco di Porto Conte un elemento di estrema attualità visto che recentemente l'assemblea della riserva ha dovuto rinviare la nomina del presidente indicato dalla maggioranza, il consigliere Gavino Tanchis, per motivi di opportunità rispetto a una recente legge nazionale, quella del ministro Severino sull'anticorruzione, che fa divieto a consiglieri comunali di ricoprire incarichi nelle società pubbliche regionali.

Il provvedimento legislativo di Tedde interviene, se approvato dall'assemblea regionale, direttamente sullo Statuto del Parco che risale al 1999.

«Una legge – chiarisce ancora Tedde – che ha necessità di alcune modifiche rispondenti a criteri di economia, efficacia ed efficienza. Il parco – conclude il consigliere regionale – deve diventare strumento di rilancio e promozione del territorio e deve cessare di essere un generoso fornitore di poltrone, poltroncine e indennità sproporzionate rispetto all'impegno profuso».

A margine della proposta di legge sul Parco va ricordato che proprio a Tramariglio nacquero i primi problemi per la giunta di Stefano Lubrano quando si doveva eleggere il presidente. Anche allora l'indicazione riguardava il consigliere comunale Gavino Tanchis.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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