La Nuova Sardegna

Alghero

Perdite e futuro incerto per la InHouse

di Luigi Soriga
Perdite e futuro incerto per la InHouse

Il Comune alle prese col piano aziendale: niente più pulizia delle spiagge, dubbi anche sulla gestione dei parcheggi

3 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. Queste saranno settimane decisive per il futuro della società partecipata del Comune InHouse. Infatti il sindaco Mario Bruno e il suo staff stanno passando ai raggi x il piano industriale e valutando i punti di debolezza. Il primo neo che salta all’occhio naturalmente è il bilancio: ormai le partecipate vengono considerate come delle imprese private che devono essere concorrenziali sul mercato e devono essere capaci di produrre utili.

La InHouse per ora sembra quanto mai lontana da questo obiettivo, e anche il pareggio di bilancio ha i contorni di un miraggio. Ad agosto gli introiti della società si aggirano intorno ai 380mila euro, con una previsionale di entrate annue di 1 milione e 300mila euro. Significa che la gestione aziendale ha fatto acqua da più parti e dev’essere rivista a fondo.

Per fortuna ci ha messo una grossa pezza la Regione, che ha stanziato per la società partecipata 750mila euro. Una fondamentale boccata d’ossigeno che per ora vale la sopravvivenza della InHouse. Ma il Comune sarà comunque costretto a intervenire. Però dovrà muoversi in un terreno molto sdrucciolevole, lungo il sottilissimo confine che divide il sociale dalla finanza.

Da un lato ci sono 63 ex lavoratori socialmente utili, molti dei quali con un’anagrafe e un’età contributiva avanzata, che l’amministrazione è chiamata a tutelare. La perdita di occupazione per loro sarebbe devastante, considerando che il reinserimento è molto complicato. E d’altro canto il Comune sposterebbe solamente il problema, perché quelle 63 famiglie se le ritroverebbe di punto in bianco alla voce Servizi Sociali.

Però c’è anche il versante economico da considerare, con un bilancio comunale che deve far quadrare i propri conti. E la gestione parcheggi non può, in una città come Alghero, non generare degli utili.

«La gestione degli stalli blu – spiega il sindaco Mario Bruno – è un capitolo che dobbiamo analizzare attentamente. Sicuramente nella gestione InHouse ci sono state delle gravissime inefficienze, soprattutto durante l’avvio del servizio. Con una partenza in ritardo e personale ridotto all’osso per assenze e malattie. Quello che bisogna considerare è quanto la gestione dei parcheggi resti essenziale per la sopravvivenza stessa della InHouse. E’ probabile che privata di questi introiti la società non sia in grado di reggersi. Quindi, prima di pensare a un nuovo affidamento esterno dei parcheggi, forse è il caso di studiare una riorganizzazione efficiente della partecipata, e capire se è percorribile».

Il problema è che quando il commissario straordinario subentrò a Lubrano, si pensò di predisporre un bando per l’assunzione di personale a tempo da destinare al potenziamento nella gestione dei parcheggi. Ma i revisori dei conti hanno fatto subito dei rilievi e posto dei paletti rigidi: cioè un tetto di spesa per il reclutamento di nuovo personale che la InHouse non doveva superare. La società predispose il bando, oltrepassò la soglia e i revisori bloccarono l’ampliamento dell’organico. Quindi per la gestione parcheggi, senza alcun potenziamento, occorrerebbero dei lavoratori esperti capaci di fare i salti mortali. Che rendano remunerativa Piazza dei Mercati, che si occupino della integrazione delle soste, che presiedano stabilmente gli stalli. Tutto questo finora non è avvenuto.

«È logico che la InHouse, se vuole continuare a esistere, debba cambiare marcia – dice il sindaco – sicuramente non si occuperà più di pulizia delle spiagge: non avendo i mezzi era costretta comunque ad affidarsi a terzi. Vedremo il da farsi per i servizi cimiteriali e per le manutenzioni. Ma è inevitabile che il bilancio di fine anno e le eventuali perdite peseranno sulle nostre future decisioni. L’esperienza della partecipata è comunque destinata ad esaurirsi: noi però vorremmo accompagnare i lavoratori alla pensione e ricollocare i più giovani in altri ambiti».

La parola esuberi e cassa integrazione non sono mai state pronunciate, ma se le passività di bilancio saranno cospicue, non è detto che il Comune non prenda provvedimenti più radicali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative