La Nuova Sardegna

Alghero

Il direttore di Architettura batte cassa alla Regione

di Gianni Olandi
Il direttore di Architettura batte cassa alla Regione

«Per la prima vola stiamo rischiando di restare senza finanziamenti» I 300mila euro che erano stati promessi a gennaio non sono mai arrivati

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ALGHERO. Bibo Cecchini, direttore del Dipartimento di Architettura, aveva altri progetti al termine del suo mandato triennale scaduto lo scorso ottobre. Intanto voleva sentirsi un uomo libero, occuparsi di questioni più generali, anche di politica «in un momento in cui continua la devastazione del nostro paese da parte di politici irresponsabili e incompetenti e in cui gli sparsi randelli della sinistra sono impotenti e gran parte degli intellettuali supini e afoni». Un bel programma e decisamente impegnativo, che dovrà rimandare. A furor di popolo, dei docenti e della comunità di architettura, è stato rieletto per altri tre anni e dovrà tornare ad affrontare le questioni “locali” , non meno impegnative del suo progetto di uomo libero. E dato che il vecchio adagio delle “nozze con i fichi secchi” appare particolarmente indicato per la facoltà di Santa Chiara, nonostante gli straordinari riconoscimenti ottenuti in campo nazionale e internazionale, Bibo Cecchini ha cominciato a occuparsi di cose decisamente più “terrene”. «Quest'anno per la prima volta da sempre – afferma – ripeto per la prima volta da sempre, rischiamo di restare senza nessun finanziamento. Con molte traversie e in forme diverse, tutti i Governi regionali hanno riconosciuto l'opportunità di destinare risorse ad Architettura e proprio quest'anno, per la prima volta, ciò non accade».

Il direttore di Architettura ha quindi scritto al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ricordando che nel gennaio del 2014, con un ordine del giorno votato all'unanimità, il consiglio regionale, accolse lo stanziamento di 300 mila euro all'anno con destinazione complesso Santa Chiara. L'argent de poche, la possibilità di far fronte all'ordinaria amministrazione, alla quotidianità per fare funzionare quella macchina da guerra che tanto successo ha riscosso a livelli diversi. Ma è anche vero, la politica lo insegna, che un ordine del giorno non si nega a nessuno.

«Il professor Pigliaru – dice Bibo Cecchini – è persona di grande cultura e grande sensibilità istituzionale, capisco che nella situazione difficile in cui si trova la Sardegna abbia molte questioni urgenti e non abbia ancora avuto la possibilità di esaminare il dossier che ci riguarda. Non parliamo di risorse ingenti ma per noi sono vitali e non possiamo essere considerati una partita burocratica come tante altre». C'è un velo di amarezza nelle parole del direttore di Architettura, conscio di rappresentare un’istituzione che meriterebbe maggiori attenzione, per i risultati conseguiti, per il valore che rappresenta per l'intera Sardegna. «Al professor Pigliaru ho scritto due cose chiarissime: la prima è che senza le risorse previste da quell'ordine del giorno siamo messi in ginocchio, non riusciremo a garantire la qualità della didattica e i servizi, inizieremo insomma il soffocamento di questa esperienza tanto utile e feconda. La seconda e che non ci faremo, non mi farò, soffocare in silenzio, perché non è giusto e non ci sono motivi per farlo. Con ogni messo necessario e possibile – conclude Bibo Cecchini – cercherò di ottenere quello che il buonsenso e l'interesse collettivo affermano». Il professore comincia il suo secondo mandato all'insegna del rispetto e garbo istituzionale con una richiesta di intervento al presidente Pigliaru, ma anche annunciando: «Non posso e non voglio fare l'esecutore testamentario di questa esperienza». Un messaggio che dovrebbe coinvolgere anche l'istituzione locale visto che il prestigio e le ricadute economiche, vanno a esclusivo vantaggio della città.

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