La Nuova Sardegna

Alghero

Metà dei nomadi nel campo di Mamuntanas

di Andrea Massidda
Metà dei nomadi nel campo di Mamuntanas

Individuato il terreno che ospiterà le cinque famiglie rom per le quali non sono ancora disponibili case

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ALGHERO. Degli undici nuclei familiari che compongono la comunità rom destinata presto ad abbandonare l’insediamento dell’Arenosu, sei saranno alloggiati in abitazioni private sfruttando le risorse economiche messe a disposizione dell’Unione europea (vincolate per questo utilizzo), mentre i restanti cinque saranno provvisoriamente sistemati in un campo sosta allestito a Mamuntanas, grazie al terreno messo a disposizione dall’agenzia regionale Laore. È quanto è emerso di nuovo dal progetto relativo allo sgombero degli algheresi di etnia korakhanè (24 adulti e 27 minorenni, stando a un recentissimo censimento) che entro gennaio dovranno lasciare l’accampamento nei pressi di Fertilia per lo sgombero programmato a causa della assai critica situazione sanitaria. la popolazione ancora ospite del campo nomadi dell’Arenosu vive infatti in un'area altamente inquinata, con concentrazioni di sostanze cancerogene riscontrate sul terreno che vanno ben oltre la tollerabilità consentita dalla legge. Lo dicono inequivocabilmente alcuni studi commissionati dalla Laore nel 2013, nei quali si evidenzia come nel suolo preso in esame da uno staff di ingegneri e geologi la percentuale di diossine, Pcb, stagno, piombo e zinco sia abnorme e pericolosa per la salute. Specie per quella dei bambini, che giocando all'aria aperta sono particolarmente esposti a questi elementi nocivi.

Oggi, pertanto, il progetto elaborato dall’amministrazione del sindaco Mario Bruno finirà all’esame delle commissioni comunali competenti, poi domani giungerà nell’aula dell’assemblea civica per la discussione e l’eventuale approvazione, magari con qualche emendamento.

I servizi sociali del Comune, in collaborazione con la VCaritas diocesana e l’Opera nomadi hanno già individuato apposite strategie condivise per attivare specifici interventi finalizzati al reperimento nel territorio di nuove e alternative soluzioni abitative. Significa, in altri termini, che le famiglie rom per le quali ancora non esiste la possibilità di andare a vivere in un appartamento cittadino dovranno restare nel campo sosta provvisorio per il più breve tempo possibile. Proprio come impone l’Unione europea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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