«Un marchio per i negozi tradizionali del centro storico»
L’associazione “Iniziativa futura” lancia un’idea a tutela delle attività commerciali. E dice no a nuovi fastfood e pizzerie
ALGHERO. Un centro storico molto simile a una bomboniera, senza auto-officine, rivendite di materiali per l’edilizia o attività simili, considerate in grado di ledere un’immagine tanto cara ai turisti. Ma anche senza nuove pizzerie, fast-food, negozi di telefonini, lavanderie self service, discobar e sexy shop. Al punto che i negozi tradizionali potrebbero dotarsi di un vero e proprio marchio di qualità da esporre all’ingresso dell’esercizio. È destinata a far discutere - specie per la parte relativa ai divieti - la proposta di tutela del commercio nella città vecchia fatta dall’associazione “Iniziativa futura”, il cui presidente è l’avvocato Francesco Sasso, ex consigliere comunale dell’Udc. L’idea è stata presentata all’amministrazione comunale sabato scorso nella sede della Fondazione Meta durante un incontro al quale, oltre al sindaco Mario Bruno e agli assessori Gianni Cherchi e Nina Ansini, erano presenti anche il presidente della Camera di commercio di Sassari Gavino Sini, il presidente provinciale di Confcommercio Massimo Cadeddu e il presidente territoriale di Confartigianato Mario Piras.
La proposta. Si tratta, nel dettaglio, di una bozza di regolamento per la tutela e la promozione del tessuto commerciale all’interno delle mura: documento che presto potrebbe trasformarsi in una mozione da sottoporre al consiglio comunale. «Il nostro obiettivo - spiega Sasso - è suggerire progetti concreti su temi legati all’agenda di governo e in questo caso è finalizzato a recuperare l’identità del centro storico. Pur nel rispetto del principio della libertà di impresa - continua -, la proposta di regolamento che abbiamo elaborato intende infatti preservare le tradizioni e le caratteristiche della città vecchia ipotizzando il divieto di vendita di alcune merci per incentivare quelle più tradizionali. L’idea di fondo è quella di dare delle regole al commercio in un'area di valore. Ma altro punto di forza del nostro regolamento è l'albo degli esercizi storici».
L’albo dei negozi storici. La proposta di “iniziativa futura” prevede infatti che possano essere qualificate come esercizi storici le attività commerciali, ricettive e artigianali che hanno questi due requisiti: i locali in cui operano presentino elementi di particolare pregio architettonico o siano di particolare interesse storico, documentario o culturale. E inoltre esercitino la medesima attività da almeno vent’ anni, nella stessa sede, anche se con denominazioni, insegne o gestioni diverse, purchè siano state mantenute, nel tempo, le caratteristiche originarie.
Il marchio di qualità. «Ci piacerebbe - aggiunge Francesco Sasso - che il Comune procedesse alla creazione, promozione e diffusione di un marchio distintivo degli esercizi, iscritti all’albo, con il proposito di valorizzare e identificare le attività tutelate, le quali dovranno esporre il brand».
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