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Alghero

Nurra, stop alla guerra dei campanili

di Sergio Ortu
Nurra, stop alla guerra dei campanili

I residenti chiedono all’esecutivo un piano serio e concreto per la valorizzazione dell’agro. E Bruno promette impegno

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ALGHERO. Un piano serio e concreto di valorizzazione dell’agro della Nurra con tutte le sue borgate, algheresi e sassaresi. Basta campanilismi, insomma, le campagne sono da sempre abbandonate sia dalle amministrazioni comunali che si sono succedute ad Alghero sia quelle che si sono succedute alla guida di Sassari. Occorre dunque, un’attenzione totalmente nuova che preveda una sinergia dei due enti locali nel comune intento di far risorgere il cuore pulsante del settore primario.

Questo in sintesi il messaggio lanciato dagli abitanti delle borgate della Nurra in occasione di un incontro con la giunta del sindaco Mario Bruno svoltasi a Guardia Grande. Un incontro molto partecipato dai residenti delle campagne nel quale primo cittadino e giunta sono stati incalzati non solo sui problemi ormai noti e cronici che attanagliano la qualità della vita delle borgate, ma anche e soprattutto sulla questione legata ad una nuova visione di quello che può rappresentare l’agro per lo sviluppo economico dell’intera Riviera del Corallo.

«I nostri disagi quotidiani li conoscete già e siete chiamati a risolverli – hanno riferito i residenti davanti alla giunta comunale algherese –, ma ora è venuto il momento di ragionare non solo sul contingente, ma su un piano complesso di valorizzazione e sviluppo delle campagne che può davvero rappresentare quel trampolino di lancio per combattere e crisi e recessione».

L’incontro, convocato per esaminare il bilancio comunale e portare avanti la politica dell’amministrazione Bruno finalizzata alla condivisione e partecipazione alle scelte, si è poi tramutato in un ragionamento complessivo di più ampio respiro dove la richiesta è stata chiara: Sassari e Alghero lavorate insieme e date una risposta ad un territorio in totale affanno, ma con un potenziale straordinario.

Pianificare e programmare i verbi più usati, ma il tempo non deve scorrere ne è passato troppo. Il tessuto produttivo è al capolinea e ad oggi mancano ancora le infrastrutture primarie. Non poteva infatti, mancare l’accenno al fatto che la borgata di Guardia Grande non è collegata ad alcun depuratore o la borgata di Sa Segada che, nonostante si trovi a pochi dall'aeroporto, è forse la frazione rurale più abbandonata di tutte, ma quella che invece potrebbe fornire un buon supporto alla rete di servizi aeroportuali.

Non è mancata infine, la richiesta di definizione del passaggio dei beni ex Ersat sparsi in mezza Nurra al Comune, ma su questo il sindaco ha garantito tempi certi. Tornando alle infrastrutture, per i residenti dell’agro rimane una piaga la mobilità in ingresso e in uscita. «Come possiamo fare turismo, promuovere l’agroalimentare a km zero – hanno sostenuto – se anche il semplice residente in città senza auto, qualora decidesse di recarsi in campagna per fare la sua spesa, si trova davanti un sistema di trasporto pubblico fermo agli anni 70-80. Figuriamoci i turisti che nei meandri delle strade interpoderali non soltanto non trovano i luoghi, ma rischiano la vita per l'assenza di segnaletica stradale orizzontale e verticale o per la pessima manutenzione degli asfalti e delle fasce alberate». Il senso di arretratezza è vissuto con frustrazione dagli abitanti dell’agro che però non hanno perso il vigore, l’entusiasmo, ma soprattutto la caparbietà e la convinzione che lo sviluppo concreto del territorio deve necessariamente passare dalle campagne. Gli amministratori hanno recepito il messaggio e il sindaco ha garantito il suo impegno per un ragionamento complessivo sia all’interno del piano urbanistico comunale, che preveda come primo snodo di sviluppo l'agro e le borgate sia un coinvolgimento concreto del vicino comune di Sassari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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