La Nuova Sardegna

Alghero

Progetto rom, sì del consiglio comunale

di Andrea Massidda
Progetto rom, sì del consiglio comunale

La maggioranza approva il Piano della giunta per la gestione dello sgombero del campo a Fertilia. Contrari Pd e Forza Italia

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ALGHERO. Sì alla chiusura del campo nomadi dell’Arenosu, con relativa bonifica. E sì anche alla sistemazione di almeno sei degli undici nuclei familiari rom in veri e propri appartamenti cittadini, mentre - in assenza di soluzioni rapide, che però non sono escluse - i restanti cinque gruppi di etnia khorakhanè saranno ospitati a Mamuntanas in un’area sosta provvisoria messa a disposizione dall’agenzia regionale Laore. Dopo un’appassionata discussione durata quasi cinque ore, ieri notte la maggioranza del consiglio comunale ha approvato il Piano elaborato dalla giunta di centrosinistra per la gestione dello sgombero dell’insediamento a due passi da Fertilia, dove da anni vive la comunità nomade. Ma c’è di più. Ieri mattina, infatti, nel corso di un summit in prefettura alla presenza del padrone di casa Salvatore Mulas, del sindaco Mario Bruno e dei vertici provinciali delle forze dell’ordine (il questore Pasquale Errico, il comandante dei carabinieri Giovanni Adamo e il numero uno della guardia di finanza Francesco Tudisco), è stata anche fissata la data precisa dell’operazione, che avverrà il prossimo il 29 gennaio. Si mette così la parola fine a un problema che le varie amministrazioni catalane si trascinavano dietro da oltre trent’anni.

I favorevoli. La delibera in questione è passata con 13 voti a favore, 4 contrari e 2 astensioni (M5S). E da ciò si evince che in aula c’è stato un confronto molto acceso: da una parte la maggioranza (Lista per Alghero, Udc, Upc e Sinistra civica) compatta nel sostenere il progetto dell’esecutivo, dall’altra un’opposizione variegata (Forza Italia, Nuovo centro destra, Cinque Stelle e Partito democratico) che per ragioni molto differenti ha bocciato la proposta. A prendere la parola per primo è stato il sindaco. «Approvare questo progetto è un obbligo legale e morale - ha detto Mario Bruno -, perché esiste un’ordinanza di sgombero che va assolutamente rispettata e perché le analisi di rischio commissionate dalla Laore, proprietaria dei terreni dell’Arenosu, ci dicono che nel campo c’è una presenza di sostanze cancerogene incompatibili con la presenza umana. E noi non possiamo più permettere che 51 persone, per metà minorenni, continuino a vivere in quell’area tossica».

Gli attendisti. Parole sostanzialmente condivise dal consigliere del Pd Mimmo Pirisi, che tuttavia ha bocciato comunque il progetto della giunta. «I rom che non troveranno un alloggio andranno a vivere in un campo a Mamuntanas - ha spiegato - e noi del Partito democratico siamo contrari all’allestimento di nuovi lager, in questo caso addirittura lontano dagli occhi e dal cuore. Non è così che si creano le condizioni per l’inclusione, meglio attendere qualche settimana e trovare un’abitazione per tutti i membri della comunità». Una posizione, questa, sostenuta - seppure con altri argomenti- anche dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Graziano Porcu. «Prendiamoci quindici giorni di in più e mettiamo in regola tutti - ha aggiunto -, cercando inoltre di far rispettare le regole. Tra i rom che stanno in Italia ci sono persone che non hanno nemmeno la carta d’identità: come possiamo pretendere che questi fantasmi trovino un lavoro e si integrino?».

I contrari. Un «no» secco è arrivato invece dai banchi del centrodestra, con motivazioni sintetizzate nell’intervento del consigliere di Forza Italia Michele Pais. «Attraverso questa delibera - ha tuonato - la giunta comunale ci mette di fronte al fatto compiuto, prospettandoci una soluzione sbagliata nel metodo, in quanto assunta unilateralmente, ma soprattutto nel merito, perché profondamente ingiusta e discriminatoria. Si prevede una spesa per la comunità nomade di 250mila euro? E allora noi chiediamo che questi soldi vadano nel fondo per il sostegno abitativo dei cittadini algheresi, rom compresi, se si sentono tali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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