«Entro la fine dell’anno approveremo il Puc»
Un anno vissuto sotto pressione: «Da consigliere regionale era diverso» I rapporti col Pd: «Ottimi con i vertici ma c’è qualche difficoltà a livello locale»
ALGHERO. L'8 giugno del 2014 mentre sulla banchina del porto si volgeva la straordinaria festa della prova mondiale del rally, nelle urne della città si votava per il ballottaggio per il rinnovo del consiglio comunale. Vinse Mario Bruno, attuale sindaco, che proprio ieri ha spento la prima candelina alla guida di Sant'Anna. Dodici mesi con la fascia tricolore consentono di fare un primissimo bilancio, a cominciare da quello umano e politico.
«Quella di sindaco è la più bella esperienza politica che si possa avere – risponde Mario Bruno –. È vero che c'è pressione, che 24 ore non sono sufficienti, ma il contatto con la gente è indubbiamente appagante. I veri problemi li conosce quando ti fermano per strada, o aspettano che esca di casa al mattino visto che orari e abitudini sono ormai conosciuti».
Da consigliere regionale era diverso.
«Non vi è alcun dubbio, ma si tratta di compiti e impegni che si svolgono in contesti completamente differenti. Quella di consigliere regionale è una attività di tipo legislativo, il contatto con la gente c'è ma in rapporto è più generale, meno diretto, da sindaco entri proprio nei problemi e nelle case della gente. Debbo però dire i miei 10 anni di esperienza alla Regione, la conoscenza degli apparati, dei riferimenti istituzionali, oggi sono utilissimi per Alghero».
A proposito di cose utili: a che punto è il Piano urbanistico comunale.
«Entro un anno procederemo alla sua adozione. Non sarà una passeggiata visto che si toccano interessi diversi, ma contiamo di portare a termine una attesa che dura da una ventina di anni».
Negli ultimi giorni si è parlato di malumori in giunta, di un assessore che voleva dimettersi, c'è stato anche un incontro con i vertici dello staff con il leader di un partito alleato di maggioranza.
«Nessun problema particolare, c'è stata una legittima evidenza di difficoltà inerenti lo svolgimento della sua professione da parte di un assessore. I rapporti in giunta, in maggioranza e in consiglio sono ottimi. È vero piuttosto che chiedo a tutti impegni di lavoro piuttosto pesanti».
A proposito di pesantezza, come sono i rapporti con il Partito democratico.
«Ottimi a livello nazionale, regionale e provinciale. C'è, è inutile negarlo, qualche difficoltà in ambito locale anche se a volte apprezzo le proposte che giungono dai consiglieri . I personalismi non favoriscono il confronto».
In città c'è qualche preoccupazione per la prossima estate in relazione al servizio di nettezza urbana.
«Entro giugno affideremo in via provvisoria l'appalto, dopo l’estate l’aggiudicazione definitiva, da gennaio del prossimo anno la nuova società sarà operativa a tutti gli effetti».
E la Fondazione Meta?
«Stiamo recuperando la sua funzione originaria: un nuovo consiglio di amministrazione di valenza politica e una direzione con una figura tecnica qualificata».
Se fra 4 anni le chiedessero di ripresentarsi alla guida della città?
«Accetterei senza pensarci due volte, consapevole che per svolgere questo ruolo occorre penalizzare i propri affetti, la famiglia, cessare di avere una vita propria per essere a disposizione dei cittadini».
Gli avversari del sindaco, in casa e sul fronte politico avverso, sono avvisati. Ma c'è ancora qualcosa che l'ex consigliere regionale vuole aggiungere. «Il primo anno è stato un momento di grandi impostazioni ma qualche risultato lo abbiamo già raggiunto: cinque milioni di euro per la casa, nuove realizzazioni e invenduto, tre milioni per la scuola di via Tarragona, la riqualificazione della casa comunale storica, alla quale si accederà, come una volta, da piazza Civica, l'ultimo lotto della Sassari-Alghero».
A meno di sorprese, tra 4 anni si voterà ancora e quindi cominciare da ora una nuova campagna elettorale sarebbe perlomeno faticoso. «Meglio – replica – così gli algheresi avranno i risultati del nostro lavoro sotto gli occhi».
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