Robot e corallari, un milione di euro bloccati in Regione
Il finanziamento per lo studio e la mappatura dell’oro rosso Con l’uso dei “Rov” meno pericoli per il lavoro dei sub
ALGHERO. Nel dicembre dello scorso anno la giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru ha destinato un milione di euro per lo svolgimento di attività di monitoraggio scientifico della risorsa corallo rosso. Provvedimento che, per un periodo di 4 anni, doveva favorire l'acquisizione di dati demografici e morfometrici delle colonie e la relativa mappatura. L'obiettivo era quello di valutare lo statoi delle colonie e consentire una gestione sostenibile della importante risorsa. Ma a circa 7 mesi da quella delibera lo stanziamento è ancora bloccato, non viene trasferito alla Argea e quel provvedimento è rimasto soltanto sulla carta. Sull'argomento ha presentato una interrogazione il vice capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Marco Tedde nella quale l’ex sindaco sponente azzurro chiede conto al Presidente Pigliaru del gravissimo ritardo.
«Da oltre sette mesi attendiamo che 1.000.000 di euro abbiano riscontro operativo per l’avvio delle attività di monitoraggio del corallo rosso. Si tratta di un’iniziativa – spiega Tedde - che potrebbe costituire un’importante occasione per impiegare parte delle risorse nella sperimentazione dell’utilizzo di mezzi meccanici per le operazioni di pesca del corallo rosso. Il recente e tragico incidente consumatosi al largo di Capo Caccia giorni fa in cui ha perso la vita un corallaro di Castelsardo, deve farci riflettere sulla necessità di ricorrere a strumenti già sperimentati con successo in altri Stati come il Giappone, che azzerando i rischi per i sommozzatori consentono il prelievo controllato del corallo nel rispetto della conformazione dei fondali e dell’equilibrio dell’ecosistema marino. Ma non solo: un periodo di sperimentazione dei prelievi controllati di corallo con mezzi meccanici (Rov) consentirebbe lo svolgimento delle operazioni di pesca in condizioni di sicurezza per gli operatori del settore, salvando molte vite umane».
L'argomento è stato affrontato recentemente dalla Associazione Italiana Sommozzatori Corallari, subito dopo la tragica immersione del sub di Castelsardo, che ha sollecitato l'ente regionale a dare l'avvio a questo tipo di sperimentazione segnalando alla Regione che l'impiego della strumentazione meccanica «ridurrebbe notevolmente il rischio al quale sono esposti i sub specie nella fase di ricerca del corallo con immersioni alla cieca che costringono gli operatori a estenuanti “penneggiate” e a notevolissimi affanni respiratori spesso forieri di problemi decompressivi letali ».
A supporto di questa fase sperimentale, il Gfcm, organismo della Fao, ha raccomandato a tutti gli Stati membri e agli istituti scientifici di sviluppare progetti di pesca con l'ausilio del Rov. Viene inoltre segnalato che questo tipo di sperimentazione potrebbe essere coordinata attraverso controlli da parte di enti istituzionali, come le Capitaneria di Porto, in grado di evitare gli abusi.
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