Mancate concessioni ad Alghero, ristoratori e baristi pronti a fare ricorso
Potrebbe essere il Tar a decidere sulla “guerra dei tavolini” Cadeddu (Confcommercio): «Situazione da risolvere subito»
ALGHERO. La guerra dei tavolini rischia di finire al Tar. Da tema di dibattito politico ad argomento di eruditi confronti tecnici tra gli uffici comunali e i periti assoldati da ristoratori e baristi, il problema delle mancate concessioni del suolo pubblico per tavoli e sedie all’aperto è a un passo dalle aule del tribunale amministrativo. Almeno venti operatori algheresi del settore hanno già deciso di mettere da parte le chiacchiere e di passare alle vie di fatto. Molti altri resistono per prudenza, per evitarsi altre noie a stagione in corso. Ma la questione è lontana dall’essere risolta e i diretti interessati - pur consapevoli di essere formalmente degli abusivi - si sentono in ostaggio di un impasse burocratico e amministrativo che ha già mietuto le prime vittime.
Anche a volerla fare breve, la storia inizia in dicembre, quando ristoranti e bar inoltrano le domande di occupazione del suolo pubblico allo sportello del demanio comunale. Tra la vigilia di Natale e Capodanno il Comune procede alla modifica del regolamento locale sulla concessione del suolo pubblico, approvata in breve tempo. Gli operatori, anche tramite le associazioni di categoria, chiedono incontri e riunioni per manifestare contrarietà. Il regolamento entra subito in vigore. Per bar e ristoranti inizia la corsa contro il tempo per verificare se la domanda inoltrata sia conforme alle regole appena introdotte, ma dopo la fretta iniziale tutto finisce nel silenzio. Da allora passano sette mesi, e al di là della volontà dell’amministrazione succede che i tempi della burocrazia non coincidono con quelli del mercato. E neanche con le stagioni, perché arriva l’estate, tempo di turismo, di cene e aperitivi all’aperto, e ancora gli esercenti della Riviera del Corallo non hanno autorizzazione. Tutti quelli che hanno provveduto lo stesso ad apparecchiare tavoli e sedie fuori dal proprio locale, sono formalmente degli abusivi.
Qui arrivano i problemi. Perché «un conto è se in una situazione di transizione come questa tutti cerchiamo di essere ragionevoli, un altro conto è se il Comune chiede delle integrazioni tecniche alla domanda di concessione e il commerciante non le produce, ma se non mi rilasci l’autorizzazione in tempi umani, non mi chiedi alcuna integrazione e perciò mi costringi ad aspettare una tua risposta, e alla fine mi multi, allora il discorso è molto diverso», spiega Massimo Cadeddu, presidente della Confcommercio di Alghero. «Bisogna verificare - aggiunge Cadeddu -, ma se davvero tra gli esercizi che nei giorni scorsi sono stati multati ne risultassero alcuni che stanno ancora aspettando una risposta del Comune, e sono moltissimi, allora ci sarebbero tutti i presupposti per impugnare quel provvedimento e chiedere un risarcimento».
Ma al di là dei controlli messi in atto e della fondatezza delle contravvenzioni sanzionate, «resta che alla fine di luglio gli esercizi commerciali non hanno ancora una concessione - denuncia Cadeddu -che visti i tempi lunghi della vicenda si porta avanti col lavoro. «Chiedo che per il prossimo anno si facciano al più presto le correzioni necessarie - conclude - per consentire a tutti di lavorare bene e nel rispetto delle regole».
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